prick testIl prick test serve per identificare eventuali allergie (ad allergeni di tipo alimentare o a inalanti) ed in particolare per dimostrare la presenza di immunoglobuline E specifiche per l’allergene testato.

I pazienti affetti da allergie respiratorie (rinite, asma, congiuntivite) o alimentari possono effettuare le prove allergiche per svelare la causa della loro malattia, applicare norme di prevenzione, e attuare la terapia più adatta. È importante che il paziente che si sottopone a prick test non stia assumendo farmaci antistaminici. La metodica del prick test è assolutamente non invasiva e indolore, viene eseguita in pochi minuti nell’ambulatorio di allergologia. La metodica è ben illustrata sul sito allergologo.net.

La cute della zona scelta per l'esecuzione del test è abitualmente la faccia volare degli avambracci: e più precisamente 5 cm al di sopra del polso e 3 cm al di sotto dalla fossa antecubitale.

La cute non va pretrattata con disinfettanti o preparati topici (corticosteroidi, anti-H1).

Il test si esegue pungendo perpendicolarmente, senza determinare sanguinamento, la cute attraverso una goccia di ciascun estratto, con una lancetta che ha una punta molto sottile.

È necessario usare una lancetta diversa per ciascun allergene, per evitare la contaminazione tra estratti diversi. Non è sufficiente pulire ogni volta l'ago dei prick per evitare falsi positivi da contaminazione!

La distanza minima tra un test ed un altro deve essere di almeno 2,5 cm altrimenti il risultato positivo di un test può influenzare l'esito del test vicino.

Eseguita la puntura, la soluzione allergenica può essere rimossa con un cotone, garza, carta evitando di mescolare tra loro le varie soluzioni, in modo che il bambino possa alzarsi, se lo desidera, o mettersi a disegnare, o essere visitato.

È obbligatorio eseguire un controllo negativo (in genere diluente dell'estratto allergenico, o glicerina) ed uno positivo se si sospetta la presenza rispettivamente di un dermografismo o di una iporeattività cutanea.

Secondo la maggior parte delle linee guida, la risposta ad un allergene è considerata positiva quando il pomfo ha il diametro maggiore di almeno 3 mm, senza alcun riferimento alla dimensione della riposta dell’istamina.

Anche se non esiste una specifica normativa a riguardo, è consigliabile che sia lo specialista allergologo o un pediatra debitamente formato a eseguire i prick test e che siano disponibili gli opportuni presidi di pronto soccorso.