I corticosteroidi (GCS), sono farmaci ad azione antinfiammatoria ed immunosoppressiva; hanno una struttura chimica analoga al cortisolo, un ormone sintetizzato e secreto dalle ghiandole surrenali ( piccole ghiandole situate all'apice del rene). Sono noti anche come farmaci antinfiammatori steroidei e la loro azione si esplica riducendo la produzione di molecole pro-infiammatorie prodotte da vari tipi di cellule (tutte le cellule dell’organismo hanno recettori per i GCS), agendo sulla sintesi del DNA cellulare attraverso il legame a specifici recettori.

I GCS non agiscono direttamente sugli agenti causali delle malattie, ma riducono o sopprimono le reazioni dell’organismo ai vari agenti patogeni; hanno un buon assorbimento orale, intramuscolare, intrarticolare e cutaneo. La loro attività antinfiammatoria è estremamente potente, ma transitoria. Sospeso il trattamento, infatti, se la causa dell'infiammazione non è stata rimossa, i sintomi ricompaiono e richiedono un’ ulteriore somministrazione. Si tratta insomma di farmaci cosiddetti sintomatici, che risolvono il sintomo appunto, ma non la causa che l'ha determinato.

I diversi GCS presenti in commercio hanno una differenza minima di emivita plasmatica (cioè il tempo richiesto per ridurre del 50% la quantità di un farmaco in circolo ), mentre è notevole la differenza della potenza e della durata degli effetti biologici.

Le indicazioni alla somministrazione dei GCS sono numerose e diverse; sono infatti impiegati nelle sindromi a patogenesi autoimmunitaria, in reumatologia ed in alcune patologie dermatologiche, nel morbo di Hodgkin, in alcune neoplasie, nelle fasi iniziali di ictus cerebrale, in fase post trapianto per sopprimere le risposte immunitarie e prevenire il rigetto, nelle crisi acute di shock anafilattico e nelle crisi ipotensive acute (uso controverso). Sono invece controindicati nella tubercolosi e nelle malattie infettive acute e croniche specie virali, nell’ulcera gastroduodenale, nelle malattie cardiovascolari e renali con ipertensione arteriosa, nell’osteoporosi, nelle epatopatie infettive, nell’ipotiroidismo, nelle psicosi e nel diabete.

La posologia, la formulazione e il tipo di cortisonico da usare dipendono dalla gravità, prognosi e durata prevedibile della malattia, nonchè dalla risposta individuale del paziente.

Alla luce dei molteplici effetti su diversi organi ed apparati, l’indicazione o la controindicazione all’uso dei cortisonici (ovviamente di esclusiva pertinenza medica) deve essere data sulla base della malattia e sulle eventuali comorbidità del paziente, con una attenta valutazione di altri farmaci assunti e dei potenziali rischi e benefici di una eventuale terapia.

Il cortisone infatti, per via orale o endovenosa, usato nelle patologie acute e croniche per lunghi periodi, è causa di svariati ed importanti effetti; questi effetti collaterali sono causati per dosi elevate del farmaco e per terapie prolungate superiori a 2 settimane, ma anche per terapie ricorrenti di breve durata.

EFFETTI COLLATERALI

• Ridotta tolleranza al glucosio ed iperglicemia

• Ipertensione ed edema per ritenzione idrica, ipokaliemia

• Osteoporosi

• Redistribuzione del grasso ( accumulo a livello di viso, collo, addome )

• Ridotta capacità di riparazione delle ferite

• Acne, irsutismo, fragilità cutanea

• Irritabilità, depressione, insonnia

• Glaucoma, cataratta

• Impotenza, irregolarità mestruali

• Crisi addisoniane

Trascurabili invece sono gli effetti collaterali del cortisone per uso topico (pomate, spray) e per via aerosolica ( i GCS sono i farmaci di elezione nelle crisi asmatiche ).

I GCS sono farmaci dopanti per le diverse azioni che hanno sul metabolismo : aumentano la disponibilità di energia dell'organismo e la massa muscolare e sembrano migliorare le prestazioni sportive determinando una più pronta risposta agli stress psicofisici. Per questo, in ambito sportivo è consentito soltanto l’utilizzo di preparati per uso topico (orecchio, occhi, cute); solo in base a una segnalazione scritta e motivata alle autorità sportive competenti da parte del medico, è autorizzata la somministrazione per altre vie.

Importante :

• Un paziente in terapia corticosteroidea deve posticipare qualsiasi tipo di vaccinazione perché si potrebbe avere una risposta anticorpale non ottimale ed inoltre vi possono essere complicanze neurologiche.

• E’ buona norma interrompere la somministrazione di corticosteroidi per via sistemica gradualmente ( rischio di insufficienza surrenalica ), in particolare in caso di assunzione ciclica e dopo trattamenti prolungati (oltre le 3 settimane). In assenza di una probabile recidiva della malattia, la terapia corticosteroidea per via sistemica non richiede necessariamente una riduzione graduale.

• Gravidanza e allattamento: non ci sono controindicazioni assolute; la somministrazione di cortisone è però subordinata alla valutazione del rapporto rischio/beneficio.

• L'uso dei farmaci antinfiammatori in generale e del cortisone nello specifico, deve essere prescritto sempre dal medico di fiducia; non assumere GCS per automedicazione.