Molte persone con asma bronchiale (5% circa) risultano particolarmente suscettibili ad un peggioramento dei sintomi in occasione dell’ assunzione di aspirina (ASA) ed altri FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei), spesso sotto forma di un attacco asmatico grave ed improvviso. Oltre a causare riacutizzazioni asmatiche e/o di tosse, l'aspirina ed altri FANS possono causare congestione nasale, orticaria/angioedema e dolori addominali.

Tale sensibilità, che tende a manifestarsi di solito in età adulta, si inquadra spesso nella sindrome nota come ASA triade o triade di Samter, una combinazione di asma, sensibilità aspirina e poliposi nasale.

A molti pazienti con asma è stato sicuramente già consigliato precauzionalmente di evitare l'aspirina; non esistono test allergiologici specifici in quanto si tratta di reazioni pseudoallergiche. Bisogna quindi tener presente che l'unico modo con cui si può definire con certezza la sensibilità all'aspirina (e farmaci affini) è un’anamnesi positiva per reazione asmatica o asma/like dopo assunzione di uno di questi farmaci. In ambiente specialistico è comunque possibile eseguire test di tolleranza.

La ricerca scientifica ha dimostrato che in soggetti asmatici sensibili l'aspirina ed altri FANS inducono l’iperproduzione di una classe di sostanze chimiche note come leucotrieni che sono in grado di determinare broncocostrizione (e quindi asma) e vasodilatazione (orticaria/angioedema).

La migliore protezione è quella di evitare ASA e FANS. In accordo con il medico, in alternativa ai suddetti farmaci, tra gli antidolorifici/antinfiammatori ed antipiretici il paracetamolo rappresenta l'analgesico-antipiretico più sicuro, il tramadolo come antidolorifico (per le sue caratteristiche di analgesico oppioide) può essere tranquillamente adoperato e non bisogna mai dimenticare la possibilità di utilizzare i cortisonici (FAS), ove non controindicati.