Un recente studio, condotto da Dong Gon Kim,  ricercatore coreano, sembra smentire i possibili effetti negativi, sia sugli aspetti urologici (sintomi da ostruzione ed infiammatori) che su quelli andrologi (problemi soprattutto riferiti all’erezione), in uomini che utilizzano la bicicletta in modo amatoriale.

Studi precedenti avevano invece sollevato il dubbio che i possibili microtraumatismi perineali, dovuti all’uso continuo della bicicletta, potessero indurre disturbi minzionali, ematuria ed in alcuni casi anche deficit erettivi, priapismo e diminuzione della fertilità.

Il lavoro clinico coreano ha interessato uomini di età compresa tra i 40 e i 50 anni, divisi in due gruppi: 22 erano ciclisti dilettanti e 17 maratoneti amatoriali che sono stati utilizzati come gruppo sportivo di controllo privo di significativi traumatismi perineali.

Le informazioni cliniche sono state raccolte tramite questionari che includevano l’International Prostate Symptom Score (IPSS) e l’International Index of Erectile Function (IIEF), è stato poi eseguito anche un dosaggio del Prostate Specific Antigen (PSA), un uroflussogramma registrato, un’ecografia della loggia prostatica per via transrettale con valutazione del residuo vescicale post-minzionale.

In questo modo sono stati valutati e confrontati i dati raccolti per valutare se vi erano reali rapporti tra l'eventuale uso della bicicletta e possibili problemi urologici o nella sfera sessuale (vedi disturbi dell'erezione).

Dai risultati raccolti e dalle valutazioni fatte non è emersa invece alcuna correlazione statisticamente significativa tra uso amatoriale della bicicletta ed eventuali problemi andrologici ed urologici.

Altri lavori, con più ampi casistiche, sono attesi ma questo è un primo passo su cui meditare.

 

Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3106169/

Per approfondire:

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