La scienza medioevale era ossessionata dal finalismo: tutto doveva servire a cantare le lodi del Signore, la scienza medioevale doveva rispondere alla domanda "a che cosa serve".

La scienza positivistica post galileiana (la scienza moderna) è ossessionata dal meccanicismo ovvero da meccanismi che portano al fenomeno. Tale scienza deve rispondere allo domanda: "quali sono i meccanismi per cui accade?".

 

Non credo sia questo il luogo per una disquisizione di filosofia della scienza, ma se una visione finalistica diviene prima o poi fatalista, una prospettiva meccanicista tende ad assumere caratteri di freddezza che tolgono quella caratteristica di "bello" tipica della scienza pura.

"E' bello, vedrà che vola", disse Marcel Dassault al presidente francese Charles de Gaulle nel 1963, presentando il primo prototipo del caccia progettato e costruito dalle sue fabbriche: il caccia si chiamava Mirage III.

 

E' possibile allora una sintesi fra i due medelli scientifici?

Nel caso della fecondazione dell'ovocita da parte dello spermatozoo è possibile una visione sincretica del fenomeno: meccanicista ("come viene selezionato quell'unico spermatozoo che feconda l'ovulo?") e finalistica ("a cosa servono quel numero di spermatozoi sempre malandati sempre presenti nel seme umano?").

 

La prospettiva meccanicistica è presto detta: viene selezionato lo spermatozoo migliore, superstite dei fattori di selezione della femmina (distanza vagina-ovulo, muco cervicale uterino, variazioni del pH).

 

Rimane l'altra: a cosa servono gli spermatozoi malandati.
Nei mammiferi inferiori (bovini), nei pesci e negli insetti sono state identificate due linee di fabbricazione degli spermatozoi. L'una fabbrica spermatozoi belli e ben fatti, "euspermatogenesi", e l'altra spermatozoi malandati, “paraspermatogenesi".

Gli spermatozoi malandati servono a proteggere gli spermatozozoi ben fatti dai fattori di selezione femminili o ambientali che selezioneranno lo spermtozoo migliore per fecondare l'ovocita. Gli spermatozoi ben fatti servono a fecondare l'ovulo.

 

Vedasi tecniche scacchistiche ed aereonautiche!
Il "gambit", malamente tradotto in taliano con "gambitto", è una tecnica scacchistica per farsi mangiare una pezzo di poco valore per dare poi scacco o per rimangiare a propria volta un pezzo di maggiore valore. I falsi bersagli sono qualche cosa del genere. Un aereo quando intercettato da un missile, sgancia pezzi di stagnola (falsi bersagli), che confondono il missile stesso e lo richiamano, deviandolo dal bersaglio, su di loro, proteggendo l'aereo.

 

L’estrema robustezza della spermatogenesi umana, unita al numero relativamente elevato di spermatozoi di brutto aspetto ha portato ad ipotizzare che nel maschio umano vi fossero due linee di fabbricazione di spermatozoi come nei bovini, negli insetti e nei pesci.

Una conferma è avvenuta ancora più recentemente.
Si è scoperto che concentrazione e mobilità degli spermatozi sono grandezze ben correlate (relativamente difficile avere pochi spermatozoi molto mobili), mentre la morfologia (spermatozi ben fatti o meno) è una grandezza del tutto indipendente dalle prime due e che correla in maniera abbastaza inquietante con parametri di integrità del patrimonio genetico dello spermatozoo.

 

Se questi dati venissero ulteriormente confermati significherebbe che gli spermatozoi presenti nello sperma del maschio umano sono anche loro frutto di due linee di fabbricazione. L'una fabbricherebbe spermatozoi fatti bene e l'altra fatti male.
Gli spermatozoi fatti male, per analogia, avrebbero un loro ruolo ben definito di protezione degli spermatozoi ben fatti, che sono poi quelli che fecondano l'ovulo. Da notare che per alcuni autori la morfologia spermatica è il parametro più informativo di fertilità.

 

Magari di questi dati ce ne facciamo niente quando si vuole curare qualcuno, ma se non altro servono a tranquillizzare tutte quelle persone che si spaventano per un po di spermtazoi male in arnese ed ad eternare il mito dell'eroe classico bello d'aspetto e di cuore (kalos kai agathos)

 

 

Bibliografia

Alberti G. J Morphol. 2005; 266:281-97.

Cavallini G. et al.Biol Reprod. 2008;79:667-73.

Holman L. et al. J.Evol.Biol. 2006; 19: 1660-1670.