Le disfunzioni sessuali maschili e femminili, si dividono in disfunzioni della fase del desiderio, disfunzioni della fase eccitatoria e disfunzioni della fase orgasmica.
Il calo del desiderio sessuale, appartiene alle disfunzioni della fase del desiderio.
La diagnosi, non è sempre semplice o lineare e, spesso diviene indispensabile effettuare una diagnosi differenziale, contemporaneamente ad una diagnosi di eventuali disfunzioni sessuali della partner .
L’uomo che soffre di calo del desiderio sessuale, appare “asessuato”, si comporta come se non percepisse gli stimoli eccitatori e, non coglie alcuna occasione relazionale, per poter vivere relazioni sessuali.
Questo comportamento sessuale, alla lunga, può compromettere anche eventuali relazioni sentimentali stabili ben rodate.
La caduta del desiderio, alcune volte, non coinvolge la normale risposta sessuale, l’uomo può provare eccitazione, avere una valida erezione ed un’adeguata risposta orgasmica; tutte le fasi però non vengono interiorizzate come associate all’esperienza del “piacere”, vengono esperite in modo meccanico, senza grandi quote emozionali.
Questa disfunzione, può manifestarsi in varie circostanze: con una diminuzione dell’autoerotismo, con la partner abituale ed in associazione a qualunque pratica sessuale.
Quando il problema si manifesta, compromettendo la fase della masturbazione, assume sicuramente un rilievo maggiore, perché nasconde cause psicologiche più importanti e profonde( traumi psichici o sessuali pregressi, depressione); quando si manifesta all’interno della coppia, le cause da investigare sono sicuramente quelle associale al legame( crisi di coppia, conflittualità, disfunzioni sessuali femminili).
Quando invece il calo del desiderio sessuale, si estende a tutte le donne, è inquadrabile all’interno di un disturbo fobico, associato alla sessualità, oppure ad un’omosessualità latente.
Quale terapia?
E’opportuno, effettuare una diagnosi psico-sessuologica corretta, comprendere se tale disfunzione è da copertura ad altre disfunzioni sessuali maschili, come per esempio un deficit erettivo o un’ eiaculazione precoce.
Molto spesso, a seguito di un approfondito colloquio psico-sessuologico, emerge che il paziente, suo malgrado, decide di “non desiderare”, piuttosto che fare cattiva figura a causa di altre disfunzioni. Ottimale sarebbe una consulenza andrologica, associata ad esami ematochimici ed, una terapia sessuologica nei casi di calo del desiderio associato alla componente coppia; una psicoterapia nei casi di disturbi più importanti associati ad un disturbo più generalizzato.
Quest’ultimo percorso, è indubbiamente in percorso più lungo e tortuoso, ma assicura al paziente una conoscenza maggiore ed utilissima, delle pieghe della sua psiche.