Lo sperma umano, come il sangue, è costituito da una parte corpuscolata (Spermatozoi) ed una parte liquida (plasma seminale).

Le cause che influiscono negativamente sulla qualità dello spermiogramma e/o sulla capacità riproduttiva dell’uomo sono molteplici. Errato stile di vita, fattori ambientali, inquinamento alimentare, varie patologie andrologiche più o meno recenti e malpractice sessuale sono i punti in cui oggi i ricercatori del settore stanno approfondendo nei casi in cui è compromessa la funzionalità degli spermatozoi. Tali condizioni possono determinare ridotta motilità degli spermatozoi, alterazioni della forma e del numero. Molto spesso però ad essere compromesso è il DNA e, ancor peggio, i mitocondri, vale a dire le pile da cui è generata l’energia che evoca la motilità di queste meravigliose cellule, deputate a portare nel pianeta donna i caratteri genetici dell’uomo.

Molto più spesso di quanto si possa pensare le alterazioni non nascono direttamente negli spermatozoi, ma le troviamo nel liquido seminale in cui essi navigano male ed a stento, specie se questo viene prodotto estremamente denso e vischioso.

Tra i parametri che infatti  si valutano nell’esame del liquido seminale ci sono appunto i caratteri così detti reologici: volume, aspetto, viscosità e fluidificazione. Questi aspetti vengono molto spesso non considerati, ma se alterati sono sicuramente il segno qualcosa che non va. 
Questo vale soprattutto per l’iperviscosità del liquido seminale, cioè quando lo sperma appare molto viscoso (come si dice in gergo appiccicaticcio) e all’esame comporta la formazione di filamenti più o meno lunghi. La viscosità dipende dalle caratteristiche chimiche e cellulari del liquido stesso.

Un liquido vischioso può avere un grave impatto sulla funzione degli spermatozoi, che investono quindi molta energia per muoversi. Ne consegue una riduzione della motilità degli spermatozoi, probabilmente anche a causa di un “effetto intrappolamento” che ne impedisce la normale progressione attraverso il tratto genitale femminile. Inoltre a causa di questa situazione gli spermatozoi scaricano le pile, vale a dire l’energia prodotta dai mitocondri collocati nel loro colletto.
Le cause della comparsa della presenza di iperviscosità non sono completamente chiare, ma sembrerebbero essere il risultato di vari fattori, come la presenza di un'infezione o infiammazione acuta o cronica delle vescichette seminali, ma anche a cause di diversa natura, come alterazioni biochimiche, enzimatiche e genetiche.

La cura si basa in primo luogo nell’individuazione della causa, per cui è essenziale consultare sempre l’andrologo!

Infatti il trattamento di questa patologia molto spesso si basa sull’uso di antibiotici specifici se alla base di tutto viene diagnosticata infezione e/o infiammazione. Fare una spermiocoltura potrebbe essere inutile, perché molto spesso risulta negativa. Meglio effettuare un Test di Stamey, vale a dire una urinocoltura frazionata dopo aver eseguito un massaggio digitale prosto-vescicolare e la ricerca della clamidia con tampone uretrale. E’ indicato anche l’uso di antiinfiammatori e mucolitici per periodi più o meno lunghi a seconda dei risultati ottenuti durante i controlli.

Ultimamente è stato messo in commercio un prodotto molto interessante per la terapia delle patologie seminali caratterizzate da iperviscosità dello sperma, che tra i suoi componenti contiene N-acetil cisteina (NAC) che fluidifica molto bene le secrezioni, oltre ad avere un’azione antiossidante. In questo prodotto è anche presente il myo-inositolo, sostanza che agisce molto bene sull’attività dei mitocondri degli spermatozoi, aiutandoli così a recuperare l’energia persa a causa del maggior lavoro che essi effettuano navigando in un liquido più viscoso di quello che dovrebbe essere.

La dieta povera di sostanze irritanti e congestionanti come il pepe, peperoncino, birra, coca-cola e cioccolato è sicuramente essenziale ed aiuta molto.

Se poi il soggetto ha l’abitudine di bere poca acqua durante il giorno, bisogna sollecitarlo a farlo.

Inoltre bisognerebbe evitare continui microtraumi sull’apparato prostato- vescicolare, come per esempio andare in moto e/o bicicletta, equitazione etc.

 

A cura del Prof. Lamberto Coppola

Andrologo - Ginecologo - Sessuologo

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