Numerosi medici, andrologi compresi, ancora oggi discutono se un uomo realmente va verso un periodo della sua vita che si può definire andropausa.

Per il sesso femminile tutto è più chiaro e il cambio dei livelli ormonali decreta, in modo più o meno drammatico, che la menopausa è arrivata.

In questi anni un’osservazione clinica frequente è che molti uomini, superati i 50 anni, lamentano sintomi simili a quelli che caratterizzano le loro compagne, quando sono in menopausa.

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Questa nelle signore è caratterizzata da una graduale messa a riposo delle loro ovaie e da un’importante e rapida riduzione della produzione di estrogeno (l’ormone che caratterizza il sesso femminile).

Anche noi maschi perdiamo, meno drammaticamente, con il passare degli anni, il testosterone, ormone fondamentale per un uomo.  Alcuni uomini, insieme con il calo del testosterone, avvertono diversi sintomi significativi che includono: depressione più o meno sfumata, un più facile senso di fatica, la sensazione di essere diventati più deboli ed infine anche problemi sessuali (calo del desiderio e disturbi ad avere un’erezione adeguata).

La relazione tra questi sintomi e la riduzione graduale dei livelli di testosterone è ancora discussa e dibattuta.

Nelle signore si sa che la mancata produzione di estrogeno nelle ovaie è definitiva mentre nei testicoli il testosterone rallenta nel tempo la sua presenza ma le gonadi maschili continuano ancora a produrre spermatozoi, sotto lo stimolo ormonale, anche in età molto avanzate (ottanta e più anni).

Come viene fatta la diagnosi di “menopausa maschile”?

Per arrivare a ipotizzare un tale problema clinico il medico deve fare prima una precisa diagnosi: cioè raccogliere i sintomi che sono lamentati, fare un attento esame obiettivo e prescrivere poi alcuni esami ematochimici generali, soprattutto dosare il testosterone nel sangue.

L’andropausa può essere trattata?

Naturalmente in presenza di una depressione importante vi è la preliminare indicazione ad utilizzare anche dei farmaci antidepressivi e, se il  livello di testosterone nel sangue è ridotto, può essere pure indicata una terapia sostitutiva con questo ormone; tutto ciò, da subito, può risolvere alcuni sintomi principali dell’andropausa, come la caduta del desiderio sessuale (la libido), la depressione ed il sentirsi facilmente affaticato.

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Ricordiamo che queste terapie necessitano sempre di un attento controllo medico per evitare potenziali effetti collaterali, da dose non bilanciata, come ad esempio l’aumento dell’ematocrito, cioè la parte corpuscolata del nostro sangue con i relativi rischi trombo embolici, ancora l’assunzione di testosterone è da evitare se si è in presenza di un tumore della prostata.

Si raccomanda poi, cosa molto importante, l’introduzione di alcuni comportamenti virtuosi che riguardano ad esempio una dieta sana e bilanciata ed il fare un’attività e un esercizio fisico aerobico, non pesante e costante.

 

Altre informazioni:

http://www.medicitalia.it/giovanniberetta/news/1117/Andropausa-testosterone-terapia-anti-eta

http://www.medicitalia.it/minforma/Andrologia/229/La-menopausa-dell-uomo-esiste-l-andropausa