Il Testosterone è un ormone prodotto principalmente dai testicoli , ma in quantità più modesta , anche dal corticosurrene. Circa il 40% dell’ormone circolante è legato ad una proteina , mentre una percentuale del 3% circa è libera, denominata in effetti testosterone libero.

Il Testosterone è indispensabile per l espressione fenotipica dei caratteri sessuali primari e secondari già a partire dall’embriogenesi.

Non dimentichiamo poi l’importanza in età adulta che ha il testosterone per quanto riguarda la libido e la risposta erettile.

Ormai il termine andropausa è desueto, e ogni andrologo definisce questa “situazione” ormonale dell’uomo adulto con il termine di LOH >> Ipogonadismo età correlato.

Clinicamente questa sindrome si manifesta con alcuni segni e/o sintomi tipici dell’avanzare dell’età ( non per forza in tutti , sia ben chiaro) : alcuni disordini nelle funzioni cognitive, demineralizzazione ossea, riduzione della massa magra-muscolare, aumento della massa grassa con aumento del body mass index ( BMI ).

Studi epidemiologici hanno dimostrato che la prevalenza di tale sindrome è più alta di quanto si possa pensare , sebbene i valori del testosterone circolante tendano a modificarsi in maniera irregolare con l’avanzare dell’età e la presenza di comorbidità.

Uno studio longitudinale , il Baltimore Aging Study, oltre che a confermare questi concetti ha anche confermato come il testosterone agisca a livello dei corpi cavernosi , anche da un punto di vista istochimico. Studi sperimentali condotti sull’animale hanno evidenziato come la riduzione del testosterone provochi sui corpi cavernosi gli stessi effetti che provoca l’aumentare dell’età.

Questi studi hanno dimostrato che l’uso del testosterone asociato agli inibitori delle 5fosfodiesterasi sia molto utile nella gestione quindi del deficit erettile “ età dipendente”.

Chiaramente può essere anche intuibile come il testosterone agendo positivamente sulla sensibilità all’insulina, sulla distribuzione e controllo dei trigliceridi e colesterolo ( deposito di grasso viscerale in carenza di testosterone ) possa avere un ruolo protettivo nei confronti di malattie cardiovascolari.

Per inciso ricordo anche che il tessuto adiposo in eccesso facilita la trasformazione del testosterone in estradiolo, ormone femminile, sotto l’azione delle aromatasi e come , purtroppo, l’estradiolo in eccesso si prenda ulteriormente beffa dell’equilibrio ormonale riducendo, attraverso un meccanismo di bio feedback negativo la stimolazione alla produzione di testosterone.

Personalmente trovo questi studi stimolanti per indurre anche i clinici più reticenti a proporre la terapia sostitutiva con testosterone , nell’pogonadismo età correlato, gettando nel dimenticatoio le paure dell’associazione testosterone/cancro della prostata.

Chiaramente la gestione di tale supporto è di totale competenza dello specialista urologo andrologo curante che deve valutare moltelplici aspetti clinici ed endocrinologici

 

European Society for Sexual Medicine. Issue 29-novembre 2013

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1770-terapia-androgeni-perche.html