La rimozione chirurgica della prostata per un tumore maligno si accompagna frequentemente a problemi, spesso anche transitori, di incontinenza urinaria e vario grado di disfunzione erettile.

Il recupero della continenza viene accelerato educando il paziente ad effettuare esercizi specifici che aumentano il tono muscolare dei muscoli del cosiddetto pavimento pelvico (gruppi di muscoli che sostengono gli organi contenuti nel bacino). Molte ULSS garantiscono inoltre la possibilità di proseguire e perfezionare questa riabilitazione grazie a team di infermieri e fisioterapisti che seguono in regime di convenzione il paziente nei mesi successivi all'intervento.

Tuttavia finora era difficile per il paziente accedere ad un programma strutturato di "riabilitazione" per quanto riguarda il deficit erettile post-intervento, il quale richiede, in base a protocolli ben standardizzati anche a livello internazionale, l'uso di farmaci cosiddetti PDE-5 inibitori, ossia della famiglia del Viagra. 

Un passo avanti importante è stato ottenuto da alcuni mesi con l'introduzione del principio Tadalafil (Cialis®) in Classe A e quindi gratuito per questa categoria di pazienti e secondo lo schema terapeutico indicato dall'Urologo curante. La riabilitazione con farmaci ha da un lato lo scopo di mantenere i tessuti ben irrorati anche nell'immediato periodo dopo l'intervento, così come di stimolare la comparsa delle erezioni spontanee e la graduale ripresa dell'attività sessuale nei mesi successivi all'intervento.

Questo rappresenta un enorme passo avanti nella presa in carico da parte del Servizio sanitario pubblico anche di problematiche connesse allo stato di salute ma anche alla qualità di vita del cittadino ed, in questo caso, di quella sessuale.