Chi più chi meno, siamo tutti quanti bombardati da notizie riguardanti l'effetto benefico di questo o quell' intruglio-farmaco-sostanza. Soprattutto da qando hanno preso piede i gli integratori alimentari, cui riconoscere una qualche attività benefica è un esercizio di fede incondizionata nei miracoli. 

La tal cosa fa bene per questo, e la tal' altra per quest' altro. Ed il medico? Il medico si rifugia nel ruolo di aggiornato scribacchino o prescrittore che dir si voglia. 

Per non parlare ormai di comuni florilegi: "Al cugino di mia prozia hanno prescritto la tal cosa e gli ha fatto bene, la prescrive anche a me?" oppure "Su internet ho letto che...", oppure "Il farmacista mi ha dato..."

Al di là della facile facezia coloro che incorrono in questi comuni eventi sono senza dubbio degli autolesionisti un po masochisti: si vogliono male. E non per il "fai da te" ma perchè si giocano una quota non indifferente di attività del farmaco.

Ho pubblicato recenetemente con Carlo Maretti a livello internazionale una ricerca durata un anno e qualche cosa che indica come il farmaco prescritto da medico con autorevolezza risulta essere più attivo di quello prescritto senza convinzione ovvero un tanto al chilo, come si dice. 

MORALE: IL MEDICO FA LA DIFFERENZA NELLA EFFICACIA DEL FARMACO.

 

Bibliografia

Cavallini G., Maretti C. Global Journal of Medical Research-B: Pharma, Drug Discovery, Toxicology and Medicine. In stampa.