Nella letteratura andrologica sono comparsi in questi anni diversi studi relativi alla utilità degli indici piastrinici MPV e PDW nella valutazione della disfunzione erettile vascolare.

Poiché la loro determinazione è inclusa nell’esame dell’emocromo, non ha costi aggiuntivi e quindi può essere utile ed interessante prenderli in considerazione. 

 

Premessa

L’esame dell’emocromo, l’analisi dei componenti cellulari del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine), comprende una serie di indici calcolati che danno informazioni sulle condizioni dei tre gruppi di componenti.

Tra questi, l’emocromo fornisce la concentrazione delle piastrine, la percentuale di piastrine sul volume del sangue (il piastrinocrito o Pct), il volume medio delle piastrine (MPV) e l’ampiezza della distribuzione del volume piastrinico (PDW).

Sino a qualche anno fa gli indici piastrinici MPV e PDW venivano riportati nell’esame dell’emocromo, ma poi scomparvero poiché i laboratori ritennero che non fossero utili ai medici, per quanto nell’esito del test prodotto dall’emocounter (la macchina che esegue l’emocromo) siano forniti in automatico e quindi non sussista alcun costo aggiuntivo… salvo consumare due righe in più nel referto.

Pertanto i due dati sono sempre ottenibili dal laboratorio con una esplicita richiesta da parte del medico, ovviamente senza costi aggiuntivi relativi all’esame dell’emocromo.

 

Significato generale degli indici piastrinici MPV e PDW 

Le variazioni in aumento del volume piastrinico sono dettate dal loro stato di attivazione e quindi un volume aumentato, così come una ampia variabilità dei volumi delle piastrine, è indice della attivazione delle piastrine e della rapidità della loro sostituzione. L’attivazione avviene qualora siano in corso eventi che alterano la parete dei vasi sanguigni, in particolare a livello capillare, e/o in ragione di processi infiammatori anche moderati… ovvero in tutti quegli eventi in cui occorre sostenere il processo di coagulazione del sangue e di riparazione dei tessuti, soprattutto delle rete capillare.

 

 

Tali processi richiedono una buona produzione di piastrine poiché queste vengono distrutte per svolgere la loro funzione liberando le biomolecole che contengono cosicché devono essere rapidamente sostituite.

Fermo restando che le variazioni in aumento, maggiori e spesso oltre i limiti di riferimento, di MPV e PDW sono connesse a problematiche importanti e/o gravi, i valori moderatamente in aumento si sono dimostrati essere un indice utile per rilevare la presenza degli eventi attivanti anche a fronte di problematiche e relativi quadri sintomatologici lievi o modesti.

Il valore normale di MPV è generalmente compreso tra 7.5 fl e 11.5 fl (femtolitri, ovvero 10-15 litri) e il valore di PDW è generalmente compreso tra 42% e 60% (oppure tra 11 fl e 15 fl, quando espresso come variazione del volume intorno al valore di MPV).

I valori del MPV e del PDW per condizioni prevalentemente disfunzionali devono far porre pertanto l’attenzione su livelli di aumento minori, attualmente contenuti nell’intervallo normale di riferimento riportato dai laboratori e sopra citato.

 

Significato degli indici piastrinici MPV e PDW nella disfunzione erettile vascolare

La disfunzione erettile, come è ben noto, è sempre più ritenuta essere il sintomo di differenti e concorrenti condizioni che alterano la capacità vascolare del pene e può soprattutto essere il segnale più precoce delle alterazioni cardiovascolari generali e in particolare coronariche.

 

 

La possibilità di poter individuare l’esistenza di una alterazione della componente vascolare, così da poter avviare le indagini specifiche, è pertanto fondamentale.

Gli articoli qui riportati rappresentano i più significativi e recenti studi per l’individuazione del MPV e del PDW quali marcatori significativi della disfunzione erettile su base vascolare.

In tutti gli studi emerge che i valori di MPV e PDW, pur essendo ancora compresi nell’intervallo di normalità espresso dai laboratori, sono significativamente maggiori nei soggetti con una disfunzione erettile, soprattutto se questa è di grado medio-alto o quando il test IIEF5 (test di valutazione della funzione sessuale) assume valori <18 punti; in particolare lo studio del 2017 ha dimostrato la buona correlazione inversa tra il punteggio del test IIEF5 e il valore del PDW: ovvero all’aumentare del valore del PDW diminuisce in modo importante il punteggio del IIEF5.

Gli Autori segnalano che poiché i due dati sono rilevati sul sangue venoso prelevato al braccio è possibile che il danno microvascolare che attiva le piastrine oltre ad essere presente nella rete vascolare peniena sia presente anche in altri distretti ed in particolare nel distretto coronarico, cosicché un valore in aumento di MPV e PDW è bene che induca la migliore e più ampia valutazione delle condizioni vascolari generali prima della impostazione della terapia per la sola disfunzione erettile.

Nei tre studi qui riportati i valori indicativi per la disfunzione erettile su base vascolare peniena e/o generale sono valori >9.0 fl per MPV e di 52% (o >14 fl) per PDW… valori che come è facile osservare sono ancora nell’intervallo di riferimento normale, ma che si sono invece rivelati significativi per segnalare la sussistenza del danno microvascolare nella genesi della disfunzione erettile, associata o meno ad un più esteso danno vascolare generale.

Quindi avere a disposizione i valori di MPV e di PDW, anche se allo stato attuale a volte occorre un buon impegno da parte del medico per averli dal laboratorio, è molto utile per l’aiuto che tali dati forniscono nella valutazione della disfunzione erettile da danno vascolare.

 

Riferimenti:

 

Andrology 2014;2:709-715 - DOI: 10.1111/j.2047-2927.2014.00255.x

Int.J.Impot.Res. 2015;27:38–40 - DOI: 10.1038/ijir.2014.17

Andrologia 2017;49:e12628 - DOI: 10.1111/and.12628