Il training autogeno è una metodica di rilassamento che permette di sfruttare la correlazione fra stati psichici  e assetti somatici dell’individuo.

La pratica del training autogeno induce volontariamente a livello corporeo risposte tipiche di stati di tranquillità e serenità.

La tensione muscolare è il corrispettivo somatico dello stato psichico di ansia e attesa per eventi negativi.

La respirazione frequente e superficiale, prevalentemente toracica, è l’espressione somatica della paura , dell’ansia e dell’umore depresso.

Il training autogeno induce, volontariamente, a livello corporeo stati che sono tipici di tranquillità e quiete e questo produce una risposta somatica coerente di rilassamento muscolare, respiro profondo e regolare, prevalentemente addominale, vasodilatazione periferica e riduzione della frequenza cardiaca.

Questi stati possono essere ottenuti anche attraverso l’ipnosi, ma è merito dello psichiatra tedesco Shultz aver proposto la metodica del training autogeno che  ottiene risultati analoghi senza modificazioni dello stato di coscienza. Inoltre le modificazioni positive che si ottengono con un adeguato allenamento con il training autogeno sono stabili nel tempo contrariamente a quelle generate dalla suggestione e dall’ipnosi.

I risultati del training autogeno sono supportati da abbondanti evidenze scientifiche.

Durante i passaggi di stagione, nei nostri climi, si verificano situazioni di alterazione della durata dell’insolazione e cambiamento di temperatura che si riflettono sull’assetto neuroendocrino provocando un aumento dell’ansia, della tensione muscolare e la comparsa di una dolorabilità diffusa o localizzata prevalentemente nel segmento cervicale e lombare della colonna.

Il training autogeno, al contrario di altre tecniche di meditazione o rilassamento conduce, se praticato con una certa regolarità a cambiamenti stabili a livello neurofisiologico che producono una modifica permanente della risposta emozionale che un soggetto ha nei confronti di eventi e situazioni stressanti siano essi naturali (variazioni di luce e calore) sia legati alle attività sociali.

Il cambiamento di stagione provoca, soprattutto nei soggetti ansiosi anche insonnia, talvolta emicrania e alterazioni del regime pressorio.

Anche per queste situazioni esistono evidenze scientifiche che il training autogeno determina un miglioramento della qualità del sonno, una minore frequenza di insorgenza di cefalee e una stabilizzazione dei parametri pressori.

Il Training autogeno non è ovviamente solo utile durante i cambiamenti di stagione ma anche in tutte le situazioni di squilibrio emozionale con corrispettivi fisici, nell’ansia cronica, nelle situazioni stressogene di ogni tipo e costituisce, assieme a sani stili di vita, il migliore e più semplice modo per ottenere stati permanenti di minore tensione, riduzione dei dolori muscolari tensivi, una stabilizzazione della ipertensione  moderata e un migliore controllo della propria situazione emozionale senza inpiego di psicofarmaci.

 

Referenze

 

Manuale di PsichiatriaEy, Bernard, Brisset ed. Masson   
Il Training Autogeno – Il Training autogeno metodo di  autodistensione da concentrazione psichica 1° Esercizi  inferioriJohannes Heinrich Schultz Ed. Feltrinelli
 “Quaderno di esercizi per il Training AutogenoJ.H. Schultz a cura di D. Langen Ed. Feltrinelli
 “Psicoterapia Bionomica un esperimento fondamentale Johannes Heinrich Schultz a cura di Walter Orrù e Mirando Ottobre Gastaldo  Ed. Biblioteca Masson
Trattato di Psicoterapia Autogena - i sei esercizi somatici - standard del Training Autogeno Peresson Ed. Piovan

Manuale di Training Autogeno”  Bernt H. Hoffmann  Ed. Astrolabio
Carrozzini,  Ed. CISSPAT-Padova
Anima senza AnsiaHeinrich Wallnòfer, Ed. Universitarie Romane
Trattato di Psicoterapia Autogena - manuale di Preparazione per l’ammmissione all’Albo E.C.A.A.T.European Committe For Analytically Oriented Advancer Autogenic Training Luigi Peresson  Ed. CISSPAT-Padova
Il Training autogeno – il più diffuso metodo di rilassamento Hannes Lindemann  Ed. Tecniche Nuove