anticoagulantiSono sempre di più i pazienti che necessitano di terapia adeguata per la prevenzione della formazione di coaguli di sangue, che nel linguaggio medico chiamiamo trombi e che possono staccarsi dalle pareti dei vasi o da quelle cardiache, entrando nella circolazione ematica fino a fermarsi nei vasi di calibro minore. L'occlusione del lume vasale che ne deriva impedisce il passaggio di sangue e crea l'schemia del distretto interessato, spesso quello cerebrale determinando l'ictus.

Gli anticoagulanti sono i farmaci elettivi nei pazienti a rischio tromboembolico, ma l'altra faccia della medaglia è rappresentata dal rischio emorragico.

I nuovi anticoagulanti orali (NAO), che così nuovi ormai più non sono, dato che disponiamo di 4 differenti molecole alcune già introdotte nella pratica clinica da alcuni anni, si sono dimostrati meno emorragici del "vecchio" Coumadin e privi di altre sue limitazioni, come l'efficacia e la sicurezza solo nel ristretto range terapeutico dell'INR e quindi la necessità di monitorarne i valori con prelievi di sangue cadenzati presso i centri TAO (centri di anticoagulazione) o ancora l'interferenza con molti farmaci e con tanti alimenti che spesso fanno parte della dieta salutare che ciascuno di noi dovrebbe osservare (come quella mediterranea a base di verdure).

I NAO però non riducono il rischio emorragico in situazioni di emergenza, come in caso di gravi emorragie post traumatiche (pensiamo a quel che può accadere in caso di incidente stradale in soggetti sottoposti a queste terapie) o in caso di chirurgia d'urgenza per tante cause differenti, allorquando si rende necessaria una rapida ricoagulazione.

Un farmaco specifico in grado di bloccare nell'arco di pochissimi minuti l'effetto anticoagulante attraverso un'azione specifica sulla molecola che determina questo effetto (e non su altri fattori della coagulazione) e che lo faccia per un tempo sufficientemente lungo e in maniera sicura è un "antidoto".

Per il Coumadin non disponiamo di antidoto, ma solo di antagonisti che agiscono in tempi eccessivamente lunghi per meritare la definizione di "reversal agent", sinonimo di antidoto e, devo dire, anche per i NAO, fino a pochi mesi fà, non disponevamo di molecole del genere.

La Boehringer Ingelheim, azienda che produce il Dabigradan, il primo dei NAO utilizzato, ha sviluppato anche il primo reversal agent dei nuovi anticoagulanti orali, mentre gli altri NAO ancora non ne dispongono (sono in fase di studio).

Indubbiamente i reverse agents rappresentano un nuovo e importante tassello che si inserisce nel mosaico della terapia anticoagulante orale, che con i NAO ha aperto una nuova era nella prevenzione del tromboembolismo.