E’ il dato apparentemente sorprendente che emerge da un recente lavoro inglese pubblicato su Colorectal Disease.

La possibilità di eseguire resezioni del colon e del retto per via laparoscopica è stata ampiamente pubblicizzata sui media negli ultimi anni e , dopo le prime esperienze che oramai risalgono al 1991,alcuni Autori hanno stimato di poter eseguire fino all’ 85-90% di interventi di questo tipo per via laparoscopica.

La realtà tuttavia sembra contraddire in parte questo dato: un’ indagine eseguita nel 2009 ha evidenziato ad esempio che solo il 50% dei chirurghi colonrettali del Regno Unito eseguono chirurgia laparoscopica del colon retto e solo il 25% degli interventi vengono eseguiti per via laparoscopica.

Il lavoro pubblicato ha esaminato i dati di due centri con una consolidata esperienza di chirurgia laparoscopica e più di 1000 casi operati con questa tecnica.

Sorprendentemente, esaminando 205 pazienti consecutivi operati tra il 2007 ed il 2008 sia in elezione (78%) sia in urgenza (22%) per patologie benigne e maligne si è osservato che solo il 47% dei pazienti sono stati operati con tecnica laparoscopica mentre nel 38% dei casi l’ intervento è stato eseguito fin dall’ inizio con tecnica tradizionale e nel 15% è stato necessario convertire l’ intervento iniziato per via laparoscopica. I pazienti operati in urgenza in particolare sono quelli nei quali la resezione è stata eseguita prevalentemente per via laparotomica.

Le ragioni che hanno condizionato la scelta sono state prevalentemente le dimensioni della neoplasia o della massa infiammatoria, e il coinvolgimento  di altri organi.

Pur essendo da tempo noti quindi gli indubbi vantaggi dell’ approccio laparoscopico (minori perdite ematiche,minore necessità di analgesici,minore incidenza di laparoceli o infezioni della ferita,minore degenza) e l’ adeguatezza della resezione dal punto di vista oncologico, appare quindi importante sottolineare come questa tecnica sia eseguibile in un numero limitati di casi, anche in mani esperte lasciando quindi sempre al chirurgo la scelta relativa alla tecnica da applicare nel singolo caso senza farsi suggestionare da informazioni incomplete o fuorvianti provenienti da fonti non qualificate.

 

Colorectal Disease,2011,14,29-34