L’appendicectomia per infiammazione acuta dell’ appendice per via tradizionale o laparoscopica è uno degli intervento chirurgici più frequentemente eseguiti, praticamente tutti abbiamo un parente o conoscente che è stato ‘appendicectomizzato’.

E’ noto come la rimozione dell’ appendice curi la malattia definitivamente asportando l’organo infiammato.

Esistono però diverse segnalazioni in letteratura di pazienti appendicectomizzati che a distanza variabile di tempo dall’ intervento presentano una sintomatologia identica a quella dell’appendicite acuta e , dopo gli accertamenti necessari, vengono nuovamente sottoposti ad intervento di appendicectomia per appendicite acuta!

Come è possibile?

La soluzione del mistero è semplice: al momento del primo intervento il chirurgo non aveva del tutto rimosso l’appendice ma ne aveva lasciata una parte attaccata al ceco.

A prima vista può sembrare un’evenienza strana, ma a volte lo stato infiammatorio è tale da creare una completo sovvertimento dell’ anatomia e dei tessuti in grado di ingannare anche chirurghi esperti, in particolare se l’ intervento viene condotto per via laparoscopica senza la possibilità di ‘toccare’ con mano i visceri ma solo con gli strumenti.

Una recente revisione della letteratura ha permesso di osservare ben sessanta casi e anche io ho avuto modo, anni fa di osservare ed operare una paziente di ‘appendicectomia del moncone appendicolare residuo’.

Il dato interessante che gli Autori sottolineano è che spesso il secondo episodio è in genere di maggiore gravità poichè la sintomatologia, essendo il paziente già stato appendicectomizzato, viene inizialmente attribuita ad altre patologie lasciando trascorre tempo e permettendo al processo infiammatorio di estendersi.

Se siete stati appendicectomizzati e si ripresenta la sintomatologia tipica dell’ appendicite acuta, non va dimenticato quindi che una delle possibili cause potrebbe essere proprio questa ed è opportuno rivolgersi a un chirurgo che sicuramente ha ben presente questa eventualità, per una visita.

 

Colorectal Disease, 2010, 14, 282-93