Venticinque anni fa un geniale artista americano è di passaggio a Milano per presentare la sua ultima opera, L’ ultima cena, ma è costretto a trascorrere due giorni nella sua camera d’albergo al Principe di Savoia per un improvviso ed intenso dolore addominale e rientra immediatamente a casa sua New York.

Dopo un periodo di temporaneo benessere viene colto da un nuovo episodio durante un pranzo in un noto ristorante giapponese della città.

Nel 1968 era miracolosamente sopravvissuto alla follia di una sua fan che per ragioni poco chiare aveva sparato a lui ed al suo compagno di allora. Il trauma aveva determinato una fobia verso medici ed ospedali, motivo per il quale decide di rivolgersi ad una chiropratica che lo sottopone ad un massaggio addominale senza però ottenere alcun beneficio.

Il dolore aumenta e si rivolge ad una dottoressa che consiglia di eseguire una ecografia addominale e permette di porre diagnosi di colecistite acuta litiasica.

Passano altri giorni durante i quali viene eseguita una nuova ecografia e finalmente decide di ricoverarsi sotto falso nome al New York Hospital dove la mattina del 21 febbraio 1987 a 58 anni viene sottoposto a colecistectomia (ovviamente laparotomica, ai tempi) con reperto di colecistite gangrenosa.

L’intervento viene definito ‘standard’ senza particolari complicanze.

In pomeriggio viene riportato nella sua camera privata dove viene assistito da un’infermiera personale, guarda un po’ la televisione e telefona alla sua domestica. I parametri vitali sono stabili e si addormenta leggendo la Bibbia.

Alle 5.45 improvvisamente la cute diventa bluastra, il polso debole e viene rianimato per 45 minuti senza successo ed alle 6.31 viene certificato il decesso.

Andrei Warhola Jr, noto come Andy Warhol era nato il 6 agosto 1928 a Pittsburgh figlio di immigrati slovacchi e dopo essersi laureato nel 1949 si era trasferito a New York.

La pubblicità era stato il suo primo interesse e durante la sua vita e carriera artistica aveva dipinto, scolpito,girato e prodotto film creando opere uniche e geniali in ogni campo.

 

 

 

 

La sua morte fu provocata probabilmente da un’aritmia cardiaca non meglio definita e venne ipotizzata una errata gestione postoperatoria per cui i parenti fecero causa all’ospedale ed al team ai quale tuttavia non venne attribuita alcuna responsabilità.

La pop art aveva perso uno dei suoi principali esponenti ed al suo funerale a Pittsburgh la sua bara venne ricoperta di rose bianche.