Basso di statura, con un largo torace ed una testa grande; i suoi occhi erano piccoli, la sua barba sottile e brizzolata; aveva un naso piatto ed una carnagione scura, che metteva in evidenza la sua origine.

Era poligamo, a 47 anni poco prima della propria morte si era appena sposato con la sua ultima moglie Idlico ed aveva festeggiato con un abbondante banchetto ed alcolici a volontà alla fine del quale si era ritirato negli appartamenti reali con la ultima consorte.

Non vedendolo riapparire il giorno dopo i suoi generali, preoccupati, andarono a cercarlo nella camera nunziale e lo trovarono morto in un lago di sangue con la moglie in lacrime al fianco.

Non erano evidenti segni di violenza o traumatismi e il sanguinamento era probabilmente conseguenza di un’emorragia digestiva superiore massiva.

 

Era un uomo forte e godeva di ottima salute, non fumava e non era obeso, si dice tuttavia fosse un forte bevitore. Aveva viaggiato a lungo in Europa e la sua personalità aveva tratti psicopatici, considerato che aveva ucciso il fratello.

Nei primi mesi dell’ anno 453, dopo una notte di alcool e sesso era morto nel suo letto il più feroce ed irriducibile nemico dell’ Impero Romano considerato uno dei personaggi più malvagi della storia: Attila, Re degli Unni, detto ‘flagello di Dio’. 

 
https://www.youtube.com/watch?v=nvJJOEdcyj4 

La causa più verosimile del decesso fu una rottura di varici esofagee, evento relativamente frequente in alcolisti epatopatici e complicanza spesso mortale della cosiddetta ipertensione portale.

Meno probabile una cosiddetta epistassi o emorragia nasale che raramente è così copiosa da portare a morte.

Ai giorni nostri Attila sarebbe probabilmente stato stabilizzato dal punto di vista emodinamico e sottoposto ad una gastroscopia urgente che avrebbe confermato la diagnosi e probabilmente permesso le manovre terapeutiche endoscopiche oggi comunemente in uso per arrestare l’ emorragia quali ad esempio la sclerosi o la legatura elastica.

 In caso di sanguinamento persistente sarebbero state considerate altre opzioni terapeutiche quali i cosiddetti shunt chirurgici, la cosiddetta tips ed infine, in casi selezionati ed estremi, il trapianto di fegato.

I dettagli sulle circostanze della sua morte non possono essere più precisi perchè Prisco, storico e biografo dell’ epoca era al momento in Egitto e anche le sue informazioni poi tramandate per iscritto furono di ‘seconda mano’.

Venne ipotizzato anche un possibile assassinio, per mano della moglie stessa, appartenente ad una tribù conquistata e sottomessa e quindi animata da spirito di vendetta o di una guardia del corpo corrotta da cospiratori ma l’ assenza di segni evidenti di traumatismo sul corpo hanno screditato queste ipotesi, così come l’ avvelenamento è ritenuto poco probabile.

https://www.youtube.com/watch?v=0i_xVpNaKj8 

Le truppe di Attila avevano invaso e sottomesso mezzo mondo con la forza e la violenza e anche l’ Italia del nord in particolare Milano e Verona erano state saccheggiate. Se non fosse morto, probabilmente Roma stessa , temporaneamente risparmiata a causa di un’ epidemia di malaria nelle campagne romane,sarebbe caduta a breve .

Alla sua morte i figli non furono in grado di mantenere unito l’ Impero Unno che venne sopraffatto dalle altre tribù barbare, in particolare i Visigoti, gli Ostrogoti e i Vandali che si spartirono i territori conquistati.

Ancora una volta la storia e la realtà hanno superato la fantasia e un leader potente ed apparentemente invincibile che aveva fatto inginocchiare il mondo ai suoi piedi era morto nel suo letto come un uomo qualunque dopo una notte di sesso e qualche bicchiere di troppo…

https://www.youtube.com/watch?v=yx2zJMN4uEo

 

Medscape Gen Surg,,2006;8(1)