Per reflusso gastro-esofageo (RGE) si intende il passaggio involontario del contenuto gastrico nell’esofago con o senza rigurgito e/o vomito. Il RGE può essere fisiologico o patologico se associato alla comparsa di segni, sintomi e disturbi della crescita (malattia da RGE).

Nei neonati e nei lattanti il RGE di solito è fisiologico ed è associato ad una incompleta maturazione funzionale di una “valvola” (sfintere esofageo inferiore), posta tra l’esofago e lo stomaco (cardias).

 

In questi casi, il sintomo caratteristico è il rigurgito, che si verifica soprattutto dopo i pasti, e il RGE tende a risolversi spontaneamente nella maggioranza dei casi nei primi 12-18 mesi.

Pertanto, se il bambino è in salute e cresce senza problemi, è fondamentale tranquillizzare i genitori per la buona prognosi del problema, che può beneficiarsi di piccoli accorgimenti posturali (mantenere la posizione eretta al termine della poppata e favorire il ruttino, evitare di mettere il bimbo subito nel lettino al termine della poppata, sollevare il materasso in maniera da ottenere un piano inclinato di almeno 30 gradi) e dietetici (frazionamento dei pasti, non forzare il bimbo a terminare la poppata, impiego di latti AR o anti-reflusso se allattati artificialmente).

Quando il RGE causa delle complicanze, invece, il bambino presenta una sintomatologia specifica:

  • vomito
  • anoressia o rifiuto della poppata
  • arresto o diminuzione dell’accrescimento
  • pianto notturno
  • insonnia
  • complicanze respiratorie (tosse cronica, laringospasmo, bronchiti asmatiche e polmoniti recidivanti)
  • sanguinamento (ematemesi, melena) nei casi di esofagite grave.

Nei bambini più grandi possono essere riferiti:

  • dolore addominale
  • sensazione di bruciore retrosternale (pirosi)
  • difficoltà alla deglutizione (disfagia).

Come si fa diagnosi?

Nei pazienti sintomatici è fondamentale eseguire la Ph-metria, un esame che consente di misurare, attraverso l’applicazione di un sondino nasogastrico, il numero di episodi e la durata dei reflussi nell’arco delle 24 ore. Altro esame da effettuare è l’esofagogastroduodenoscopia (EGDS),fondamentale per rilevare eventuali lesioni a carico dell’esofago, dello stomaco e della prima porzione dell’intestino (duodeno).

Come si tratta?

La terapia farmacologia è indicata esclusivamente nei bambini con la malattia da RGE e ha la funzione di ridurre la secrezione di acido a livello gastrico (inibitori di pompa protonica o antagonisti del recettore H2).

Solo in una minoranza di casi (presenza di anomalie anatomiche, non risposta alla terapia medica o insorgenza di complicanze severe), si ricorre alla terapia chirurgica con il confezionamento di una plastica antireflusso.