La correzione del sopracciglio è una delle metodiche utilizzate nel ringiovanimento del volto.

Nel corso degli anni si assiste, infatti, a una discesa dei tessuti nella regione sopracciliare, maggiore a livello della porzione esterna.

Diverse tecniche sono state proposte, con invasività differenti, allo scopo di rialzare la regione migliorando cosi anche l’estetica della regione periorbitaria.

La principale tecnica non chirurgica è rappresentata dall’utilizzo della tossina botulina che permette un rialzo sopracciliare temporale.

Per i pazienti che richiedono una correzione più stabile nel tempo, recentemente una nuova tecnica è stata proposta basandosi su un lifting chirurgico dell’area in due piani differenti. Dalla prima pubblicazione di Fogli alla semplificazione di Tonnard e Verpaele, la tecnica di sospensione fasciale ha acquisito credibilità ed estimatori.

La tecnica si basa su incisione a livello del capillizio, scollamento su due piani, inizialmente sottofasciale, sovraperiosteo per passare poi a dissezione sottocutanea. Il passaggio di piano anatomico, oltre ad essere fondamentale per la qualità del lifting, permette di preservare i rami temporali del nervo faciale. La sospensione per il rialzo avviene, infine, trazionando e fissando verso l’alto, sulla galea craniale, la porzione della fascia temporo-parietale interrotta.

Il risultato finale sarà un vero e proprio lifting della regione esterna del sopracciglio (la coda) con una cicatrice di 4 cm nascosta tra i capelli.

In conclusione, questa tecnica permette ottimi risultati, stabili nel tempo, con cicatrici minime e facilmente nascondibili.

La soddisfazione dei pazienti con questa metodica è molto alta per via della stabilità del risultato ed il rapido recupero post-operatorio.