Il lipofilling è una metodica chirurgica che prevede il riempimento con del tessuto adiposo proprio. Il grasso vene prelevato in aree donatrici, preparato opportunamente ed infiltrato per riempire solchi, modellare superfici, aumentare le proiezioni. E’ vero che esiste una percentuale di grasso che va incontro a riassorbimento, ma il tessuto che attecchisce rimane stabile nel tempo.

Da alcuni anni la metodica viene proposta anche per aumentare le mammelle, infiltrando grandi quantità di grasso all’interno dei tessuti mammari in due o più operazioni chirurgiche per ottenere un aumento mammario che sia volumetricamente e morfologicamente significativo. E’ evidente però che la ripetizione della procedura comporta anche un incremento delle complicanze, che vanno a sommarsi tra loro nelle successive operazioni ed è opportuno, dunque, fare un bilancio tra rischi e benefici connessi con questa metodica.

Per questo motivo, ritengo che la tecnica ideale per l'aumento mammario sia rappresentata ancora oggi dalla mastoplastica additiva con protesi, anch’essa non scevra da rischi e complicanze, ma che, a mio avviso, ci consente di ottenere risultati più certi in termini sia di aumento volumetrico, sia di miglioramento morfologico.

Assolutamente d’accordo invece sull’uso del lipofilling nella correzione di difetti della regione mammaria, per aree di contorno del seno, o nella soluzione di problemi quali retrazioni capsulari o piccole asimmetrie e utilizzarlo solo in casi selezionati per piccoli aumenti volumetrici.