Le persone che oggi vengono da noi per rifarsi il naso spesso non hanno come un tempo un naso grande e aquilino, un naso storto, prominente, pendente, o comunque sia quello che potremmo definire un naso con problemi evidenti, un naso“brutto”. Hanno nasi normali, ma con dei difetti limitati che comunque stonano e tolgono bellezza al viso. Ci vengono quindi richieste correzioni moderate, senza cambiarne la forma complessiva del naso. In questi casi non può certamente essere eseguita la rinoplastica classica, concepita per modifiche sostanziali di forma e volume del naso.

Si seguono invece principi di modifica più selettivi che circoscrivono le incisioni e gli scollamenti, propri di una rinoplastica conservativa.

Tra questi uno dei più importanti è evitare la incisione intercartilaginea, di norma fatta all'interno delle narici tra le cartilagini della punta (alari) e le cartilagini triangolari. Si esegue tutto l'intervento passando attraverso una incisione marginale bilaterale “rim incision”, fatta all'interno del bordo delle narici. La stessa della rinoplastica aperta.

I vantaggi sono molti, funzionali ed estetici. Per quanto riguarda la funzione del naso evitiamo di toccare la valvola nasale che resta inalterata, e lasciamo intatta la mucosa delle fosse nasali, “tecnica extramucosa”. Questo mette al riparo da ogni possibile limitazione della respirazione nasale. Dal punto di vista estetico avremo mediante questa via di accesso una ampia e completa visuale delle strutture ossee e cartilaginee da modificare. Possiamo così eliminare in modo preciso e selettivo anche le più modeste sporgenze ed irregolarità del dorso nasale. Questo lasciando di fatto immutata l'altezza del profilo nasale quando questo sia già in posizione corretta. Potremo quindi evitare in questi casi di eseguire la consueta frattura laterale delle ossa nasali. Anche il conseguente riequilibrio della punta nasale potrà essere più contenuto.

Nella rinoplastica conservativa siamo in grado di controllare meglio la concatenazione di eventi che si verifica nella rinoplastica, che classicamente prevede la riduzione del dorso seguita dall'adeguamento della punta e dal restringimento delle pareti laterali. Quando abbassiamo il dorso nasale dobbiamo poi mettere nel nuovo giusto equilibrio la punta. Nei casi, i più frequenti nei nasi “Italiani”, in cui essa vada scorciata questo ha una ripercussione sulla base nasale, la distanza tra i margini delle narici, che tende ad allargarsi e quindi richiede anch'essa una correzione.

Il risultato finale può essere di creare un naso magari anche perfetto ma troppo piccolo che non sempre può essere quanto si aspetta la persona che si opera.

In conclusione questa “filosofia” chirurgica meno aggressiva permette di graduare la sequenza chirurgica, così da apportare le giuste modifiche anche nei casi in cui ci vengono richieste modifiche più contenute che non richiedono sostanziali modifiche del volume complessivo del naso. Ricordiamoci che la cosa essenziale è cercare sempre di ottenere un miglioramento estetico che rispetti il desiderio di naturalezza della maggior parte dei nostri pazienti.

Come nelle altre rinoplastiche e rinosettoplastiche a maggior ragione nella rinoplastica conservativa è sempre consigliata una anestesia locale e di norma non è previsto l'uso di alcun tampone. In questi casi sono messi solo per una settimana dei cerotti microporici. Il decorso postoperatorio sarà come sempre poco fastidioso ma ancora più rapido.

Alcuni hanno chiamato questa metodica “rinoplastica smart”, cioè rinoplastica pronta e veloce, ma non è solo questo. Non è una semplificazione ma un diverso atteggiamento chirurgico che rispetta di più le strutture nasali e ne consente una modifica più delicata e raffinata.