Tre piccole incisioni di dimensioni tra 1 e 3 cm e l'utilizzo di micro-ottiche: ecco riassunta in poche parole la CHIRURGIA IN VATS (Chirurgia-toracoscopica-videoassistita).

Utilizzata per la prima volta più di 20 anni fa nel trattamento delle neoplasie polmonari al primo stadio (Postoperative pain-related morbidity: video-assisted thoracic surgery versus thoracotomy.

Landreneau RJ, Hazelrigg SR, Mack MJ, Dowling RD, Burke D, Gavlick J, Perrino MK, Ritter PS, Bowers CM, DeFino J, et al. Ann Thorac Surg. 1993 Dec;56(6):1285-9), oggi come allora ha l'unico e importante scopo di ottenere la stessa radicalità oncologica della chirurgia tradizionale ma con effetti in termini di stress chirurgico sensibilmente ridotti sia nell’immediato post operatorio che successivamente nel ritorno alla vita quotidiana (Video-assisted thoracic surgery versus open lobectomy for lung cancer: a secondary analysis of data from the American College of Surgeons Oncology Group Z0030 randomized clinical trial. Scott WJ, Allen MS, Darling G, Meyers B, Decker PA, Putnam JB, McKenna RW, Landrenau RJ, Jones DR, Inculet RI, Malthaner RA. J Thorac Cardiovasc Surg. 2010 Apr;139(4):976-81).

Pazienti valutati come inoperabili per le loro gravi condizioni cliniche (ad esempio infarto cardiaco e/o grave insufficienza respiratoria) con un tumore del polmone al primo stadio, potevano dunque essere indirizzati verso la terapia chirurgica. In questi anni gli strumenti chirurgici si sono evoluti ulteriormente permettendo di ottenere risultati un tempo ritenuti impensabili.

Oggi la CHIRURGIA in VATS è entrata nella routine operatoria di diversi centri di Chirurgia Toracica in Italia e applicata a pazienti con tumore del polmone al I stadio indipendentemente dalle loro condizioni cliniche. Cosa significa sottoporsi ad una resezione polmonare maggiore, ad esempio una lobectomia, con l'ausilio della video-chirurgia?

E quali vantaggi comporta rispetto alla chirurgia tradizionale? I piccoli fori (2 di 1 cm e 1 di 3 cm di diametro massimo) praticati sulla parete toracica provocano un minimo insulto strutturale poiché nè muscoli nè coste sono sezionati o divaricati.

Da un’incisione è inserita un’ottica da 0° gradi collegata a una telecamera HD che trasmette le immagini direttamente su di un monitor posto alla testa del paziente anch’esso HD. Attraverso le altre 2 incisioni l’operatore muove gli strumenti chirurgici (vedi filmato su http://www.chirurgiatoracicaroma.it/equipe/dott-claudio-andreetti/).

Una volta si diceva “grande taglio grande chirurgo”: oggi la tendenza è completamente all’opposto. Più piccola sarà la ferita chirurgica minore sarà l’handicap che il paziente dovrà affrontare a intervento finito e nei giorni che varranno.