La storia della medicina è piena di scoperte e intuizioni che hanno permesso di compiere enormi passi avanti in termini di terapia e diagnosi delle malattie. Ma quelle stesse geniali scoperte hanno impiegato anni prima di ricevere il consenso dell’intera comunità scientifica e medica.

La SLEEVE LOBECTOMY fu introdotta per la prima volta nel 1947 da Sir Clement Price Thomas come possibile alternativa alla PNEUMONECTOMIA, ovvero l’amputazione di un intero polmone. Da allora numerosi sono gli studi comparsi in letteratura finalizzati a valutare i vantaggi e gli svantaggi di questa tecnica chirurgica nel trattamento del cancro avanzato del polmone.

Eppure ancora oggi pochi sono i Centri in Italia dove la SLEEVE LOBECTOMY è entrata nella routine chirurgica. Sleeve lobectomy: queste due parole di fatto codificano una tecnica chirurgica che prevede la rimozione del tumore polmonare localmente avanzato ricostruendo totalmente la via aerea bronchiale e la rete arteriosa di vascolarizzazione.

Questa tecnica permette di risparmiare tessuto polmonare sano che nella pneumonectomia verrebbe sacrificato insieme al tessuto tumorale. Chi si può giovare di questa tecnica? La risposta a questa domanda non è semplice in quanto i fattori che influenzano la tecnica chirurgica da eseguire sono molteplici: sede del tumore (centrale), grandezza del tumore, capacità respiratoria globale del paziente, ecc ecc.

Ad esempio pazienti con un tumore al polmone avanzato affetti da BPCO (bronchite cronica ostruttiva) e/o enfisema polmonare per i quali l’asportazione dell’intero polmone risulterebbe proibitiva per la scarsa capacità respiratoria entrano di prepotenza nella lista candidati all’intervento di sleeve lobectomy.

Anche pazienti con tumori potenzialmente benigni come i carcinoidi polmonari, che di solito crescono all’interno dei bronchi occludendoli, possono giovarsi di questa tecnica per garantire la massima radicalità. Indagini diagnostici come la TC TOTAL BODY con mezzo di contrasto, la PET TOTAL BODY e la spirometria con pletismografia corporea sono gli esami di base utili a valutare i parametri morfologici della neoplasia e di conseguenza la miglior tecnica chirurgica da eseguire.

Ovviamente la sleeve lobectomy non vuole sostituirsi all’intervento di pneumonectomia che resta comunque un intervento valido nel trattamento delle neoplasie avanzate. E’ di fatto un’alternativa chirurgica che se attuabile garantisce una qualità di vita post-operatoria senza l’ausilio di ossigeno e in piena autonomia.

La plastica ricostruttiva dei bronchi e delle arterie polmonari richiede un’enorme esperienza chirurgica e il supporto di una struttura all’avanguardia nelle scienze mediche e chirurgiche.