Il momento in cui ci si accorge o ci si ricorda dei problemi legati al proprio sistema venoso coincide frequentemente con la primavera.

Questo periodo rappresenta infatti quello in cui i sintomi funzionali legati all’insufficienza venosa, attenuati dal freddo invernale, tornano invece a manifestarsi con l’arrivo delle temperature più miti.

E’ anche il momento in cui l’abbigliamento più leggero e l’approssimarsi della stagione estiva fanno riaffiorare il ricordo di quegli inestetismi dimenticati sotto calze e pantaloni ed ai quali si vorrebbe porre rapido rimedio prima delle vacanze.

 

Bisogna tuttavia considerare che in primavera è purtroppo spesso già tardi per mettere in atto con la necessaria efficacia i provvedimenti terapeutici per ovviare a queste condizioni.

Al di là del tempo necessario (la scleroterapia può ad esempio richiedere numerose sedute settimanali - la chirurgia può prevedere liste di attesa), i risultati di un trattamento chirurgico o scleroterapico tendono infatti a stabilizzarsi con tempi relativamente lunghi: l’azione dell’esposizione al sole è poi fortemente controindicata in presenza di cicatrici recenti o di ematomi o ecchimosi, spesso normale conseguenza dei trattamenti flebologici, pena la loro pigmentazione con danno estetico duraturo o addirittura permanente.

Anche l’utilizzo provvisorio di calze elastiche, quasi sempre necessario come supporto alle terapie di cui sopra, risulterebbe quanto mai disagevole nel periodo caldo, invogliando una loro prematura dannosa dismissione.

 

Meglio quindi approfittare della stagione fredda per affrontare queste problematiche con tutto il tempo necessario, salvo riservare alla primavera un ulteriore controllo e la verifica dei risultati con eventuali “ritocchi” che non raramente si rendono necessari, nonché la possibilità di sottoporsi in prossimità dell’estate a terapie complementari (massoterapia, pressoterapia, mesoterapia, ecc.) talvolta indicate.