E’ noto come il dolore anale acuto e cronico dipenda abitualmente da una serie di patologie anorettali organiche ben definite quali gli ascessi intersfinterici, le fistole anali, le trombosi emorroidarie le ragadi e in alcuni casi le neoplasie.

Esiste tuttavia un certo numero di pazienti nei quali la causa del dolore resta apparentemente ignota.

Un gruppo di Autori britannici ha recentemente studiato il problema e pubblicato i risultati in un interessante lavoro dal quale emerge che il 59% dei pazienti valutati per dolore perineale cronico ( nell’ 80% dei casi donne) è affetto da prolasso rettale interno severo, percentuale che sale al 73% nei casi con associata sindrome da ostruita defecazione.

La conclusione è stata raggiunta dopo valutazione clinica e strumentale completa comprendente esame obiettivo in narcosi, manometria anorettale, defecografia, studio dei tempi di transito, ecografia transanale ed endoscopia.

La terapia tuttavia deve essere comunque valutata collegialmente dal colonproctologo e da uno specialista in terapia del dolore essendo noto che la sola riparazione chirurgica del prolasso non risolve in tutti i casi il dolore che richiede di essere valutato come entità a se stante e spesso risolto solo con terapia medica o riabilitativa senza dover ricorrere alla chirurgia, soprattutto nei casi non associati ad ostruita defecazione.

Un counseling psicologico è inoltre spesso consigliabile essendo i livelli di ansia e depressione particolarmente alti in queste pazienti.

 

Col Dis, 13,9,103539, 2011