La costipazione o stipsi è un problema frequente nella società attuale. In realtà la stipsi è un sintomo non una malattia e può essere una condizione secondaria a patologie di origine diversa. Nella maggior parte dei casi però si parla di stipsi cronica idiopatica ossia un disturbo della funzione colorettale non associato né secondario a malattie organiche, neuromuscolari o endocrine, ad esiti di chirurgia o ad uso di farmaci. Si pensi che, da dati ufficiali, ne soffre circa il 2 % della popolazione americana con una prevalenza in donne pluripare e un rapporto femmine /maschi di 5 a 1. Molto frequente nelle persone anziane.

Per alvo stitico si intende una difficoltà nell’evacuazione (in senso di riduzione di numero e/o anche una difficoltà nell’atto stesso) e questo racchiude un numerosissimo spettro di condizioni. Per cercare di fare un po’ di chiarezza alcuni autori hanno suddiviso la stipsi in due grandi gruppi, da rallentato transito e da alterazioni del pavimento pelvico. Tra questi due estremi esistono molte condizioni intermedie in cui questi due fattori si sommano in maniera variabile.

Esistono molti luoghi comuni sulla stipsi che devono essere sfatati. Molti pensano che sia necessario defecare tutti i giorni per essere in buona salute, che i lassativi depurino l’organismo o che l’assunzione di prodotti di erboristeria sia un rimedio valido e non dannoso perché “naturale”. Il ruolo dello specialista deve essere quello di guidare il paziente attraverso una “giungla” tra prodotti a disposizione e proposte terapeutiche più o meno valide. In questi ultimi anni vi è stata una pubblicizzazione del problema stipsi e del ruolo della chirurgia nella risoluzione del quadro che ha dato luogo a delle false credenze creando confusione nei pazienti. Molti pensano che sottoponendosi ad un “piccolo intervento” si possano risolvere tutti i problemi. In realtà la percentuale di pazienti che necessita di un approccio chirurgico, è minima, mentre molto più ampio è il numero dei pazienti in cui si riesce ad ottenere un equilibrio soddisfacente nell’evacuazione con i giusti consigli sulla dieta e sullo stile di vita e, se necessario, una terapia medica adeguata. Un’altra arma a disposizione è la riabilitazione del pavimento pelvico che può essere utile quando vi sia un problema di coordinazione muscolare potendo portare a un equilibrio soddisfacente anche in pazienti con altre problematiche ed evitando procedure chirurgiche. In conclusione il ruolo dello specialista è fondamentale nel guidare il paziente ad evitare gli errori che il “fai da te” porta inevitabilmente, cercando di ottenere un miglioramento della qualità di vita, utilizzando le armi opportune per il singolo caso e ricorrendo alla chirurgia solo in casi selezionati.