I dati relativi alle statistiche sugli andamenti delle richieste di interventi di chirurgia estetica fotografano una Italia che sta cambiando.

Gli interventi classici, che erano leader delle classifiche nella prima metà del decennio appena trascorso, resistono, ma perdono terreno.

La rinoplastica, la liposuzione e la mastoplastica addittiva, che da sole coprivano quasi il 50% delle richieste di intervento a fini estetici, si vedono insidiare da vicino da autotrapianto di capelli, depilazione laser, revisione di cicatrici, che appaiono in forte crescita.

Anche la terapia sclerosante dei capillari sembra perdere terreno a favore di terapie laser, e il classico lifting del viso sembra attraversare un periodo di flessione, a favore di interventi più soft quali iniezioni di acido ialuronico o tossina botulinica.

In aumento nel complesso la richiesta di trattamenti per macchie o refresching cutaneo del viso tramite laser o peelings.

In generale si può notare una oscillazione a favore di interventi meno invasivi, e con tempi di recupero al sociale più veloci possibile.

Da notare la forte richiesta di depilazione maschile, un dato praticamente sconosciuto fino a una generazione fa, che viene attuata sempre più tramite l'uso di fonti laser o IPL.

In conclusione, anche se il classico bisturi resta fondamentale nell'armamentario del chirurgo estetico, molte altre possibilità alternative stanno facendosi strada.

E di questo buon artefice è sicuramente lo sviluppo tecnologico.