Continua in ambulatorio dermatovenereologico il trend degli ultimi anni che ha visto una netta impennata dei casi di malattie veneree, in special modo sifilide, ma anche gonorrea.

Cito queste perchè, da una gravissima preponderanza fino agli anni '50, con un altissimo numero di casi, si era passati, grazie al miglioramento delle condizioni socio-sanitarie, ad un numero marginale negli anni 80-90.

Ma da allora si assiste ad un aumento notevole dei pazienti affetti, e,proprio mentre lo stato investe poco sui centri MTS, si verifica una carenza di attenzione delle aziende farmacologiche sugli antibiotici specifici, solo in parte colmato da generici prodotti da piccole aziende, ordinabili con qualche difficoltà. E in alcuni casi (es. Spectinomicina) non trovabili nei fatti.

Ovviamente le armi terapeutiche sono tante, ma questo è sicuramente un problema da tenere presente.

 

Inoltre sempre più pazienti hanno difficoltà ad avere gli esami titolati.

 

E' fondamentale avere un valore quantitativo: scrivere che una VDRL è ++++, non mi dà modo di seguire efficacemente il decrescere del titolo anticorpale, fondamentale nel follow-up post terapia.

Per ultimo il problema della scorretta gestione del pz con patologia MTS.

Prima va fatta la visita medica, con attenta anamnesi e obiettività (cutanea, linfonodale, mucosa, etc), poi esclusivamente la diagnostica richiesta dal curante. E ovviamente anche la terapia precisa.

E il tutto va ripetuto solo su direttiva del curante e dopo ulteriore visita.

Anche l'ansia va dunque gestita ll'interno del rapporto medico-paziente, senza intromissioni "esterne".