Fornisco una valutazione basata su un dato osservazionale che sto valutando, su di un fenomeno molto diffuso e piuttosto recente:

contrarre una malattia sessualmente trasmissibile in discoteca.

 

Le discoteche hanno da sempre caratterizzato la socialità dei ragazzi, soprattutto giovani, consentendo l’aggregazione sociale; purtroppo in questi ultimi anni, le discoteche hanno traslato il loro scopo di divertimento “puro” innescando un sistema di “disgregazione sociale”: primo fenomeno fra tutti l’altissima percentuale di spaccio di sostanze stupefacenti e in buona parte l’alto consumo di alcol.

 

Dal nostro punto di vista il trinomio  “droga – alcol  – malattie sessuali” fornisce  un ingranaggio destruente:

l’abbassamento del limite della propria coscienza causato da queste sostanze fa aumentare spregiudicamente atteggiamenti  di promiscità e diminuisce ancora la consapevolezza dei rischi che vi concorrono.

 

Sempre più spesso, sto notando una associazione fra malattia sessualmente trasmissibile, diagnosticata in ambulatorio e pregresso rapporto sessuale promiscuo non protetto consumato in ambienti vicinori le discoteche o addirittura (fenomeno che registro frequentemente) all’interno della stessa.

Ancora, è facile che soggetti che consumano approcci sessuali in discoteca, siano particolamente promiscui con le stesse modalità e ripetano questi costumi più volte in una settimana o addirittura nella stessa sera.

 

Ne deriva l’altissimo rischio per ogni tipo di malattie sessualmente trasmissibili, le quali possono essere veicolate con rapporti sessuali di ogni tipo ivi comrpesi quelli orali (sovente classificati dai giovani come “non a rischio”), come ho già avuto modo di spiegare in Decalogo di prevenzione sul Rapporto Sessuale Orale non protetto.

 

Da qui il messaggio a proteggere la propria salute anche duranteil divertimento, per non fare in modo che una serata “di ballo” debba pagare il conto alla cosneguente nottata  “di sballo”  e, purtroppo molto spesso, i conti che si pagano, sono assai salati.