Domandina banale.

Tempo di mare, e capita, rovistando tra armadi, zaini, giochi da spiaggia, di trovare prodotti protettivi per il sole, doposole idratanti e cosmetici in generale non usati o non terminati precedentemente.

Beh, si tratta di un uso esterno, si può pensare, e tutto sommato, con quel che costano!!!

Comprensibile. Però...

Esiste un Regolamento ed una legge (713/86) che recita -sono messi in commercio solo prodotti cosmetici che recano le seguenti indicazioni, chiare, indelebili e facilmente leggibili-:

- Nome e ragione sociale

- Contenuto nominale al confezionamento

- Durata minima

- Precauzioni d'uso

- Lotto di fabbricazione

- Funzione del prodotto

- Elenco degli ingredienti

Esiste altresì una banca dati degli ingredienti.

Focalizzandoci ora solo sulla durata minima, e quindi sulla usabilità del nostro vecchio e apparentemente ben conservato prodotto, possiamo fare alcune osservazioni.

Fatta salva l'ovvia indicazione della data di scadenza del prodotto chiuso e ben conservato, non obbligatoria solo per prodotti cosmetici con durata minima oltre i 30 mesi, esiste un periodo di tempo, detto PAO (period after opening) che deve essere riportato sul prodotto, salvo i casi in cui la conservazione sia condizione irrilevante .

Queste indicazioni garantiscono che il prodotto sia funzionale al 100%.

I fenomeni che possono intercorrere in opposizione a tali raccomandazioni possono variare dal semplice decadimento parziale della attività principale (es. filtrazione dei raggi UV) fino a reazioni di tossicità dovuta a fenomeni chimici degenerativi. Teniamo presente che la buona conservazione ha comunque una importanza capitale

Il consiglio finale è dunque questo.

Buttare i solari e cosmetici dell'anno prima; farlo a fine stagione per non avere tentazioni l'anno successivo potrebbe essere un'ottima soluzione!