Visita tricologica in Dermatologia

La tricologia è la branca della dermatologia che si occupa del cuoio capelluto, e quindi dei capelli , in quanto annessi cutanei. Per lungo tempo considerata la «cenerentola» di questa specialità, e abbandonata un pò a se stessa , oggigiorno conosce una nuova valorizzazione da parte di dermatologi sensibilizzati , grazie ad nuove acquisizioni in tema di diagnostica e terapia.

La premessa è ovviamente nel considerare la perdita di capelli una patologia, e non più una condizione parafisiologica ,cosa che avveniva specialmente per la alopecia androgenetica maschile , detta anche «calvizie comune».

La visita tricologica prevede delle regole.

La prima è il tempo.

Si comincia sempre la visita con una anamnesi approfondita (cioè il racconto), che va effettuata senza fretta e lasciando parlare il paziente.

La anamnesi prevede di indagare accuratamente non solo su familiarità, malattie pregresse e attuali, anche sistemiche e di altri organi,ma anche su controlli dermatologici pregressi, su farmaci assunti,sul lavoro svolto,sulle abitudini di vita, diete, intolleranze, ciclo mestruale nella donna, esami e visite già eseguite e sopratutto su come viene vissuta la presunta caduta e quali caratteristiche di questa il paziente riferisce di notare.

Un buon lavoro effettuato in questa prima parte della visita ci permette di arrivare alla seconda parte con una alta probabilità di avere già la diagnosi «in tasca».

Questa parte prevede la diagnostica sul cuoio capelluto.

Si parte dall'esame obiettivo dermatologico che deve essere esteso oltre al cuoio capelluto, e particolarmente mirato alla ricerca di vari segni (pelosità , seborrea , acne, forforazione,etc) . Meglio certamente se coadiuvati dal videodermatoscopio, con possibilità di archiviazione e misurazione.

Sarà stata ovviamente buona norma avvertire il paziente, in fase di prenotazione visita, di NON lavare i capelli per i 3 giorni precedenti la visita stessa, per valutare correttamente la condizione di base del cuoio capelluto. Seguiranno test clinici (es. pull-test, test dello sfregamento, etc) e una valutazione del rapporto anageni e telogeni, nonchè dei miniaturizzati, e loro localizzazione. Verrà eventualmente valutato il capello al microscopio ottico.

A seconda del caso si potranno quindi proporre tricogrammi classici o altri test (wash test ed altro ) . Si possono utilizzare anche i test genetici, se ritenuto utile.

A termine del percorso diagnostico potranno essere richiesti gli esami ormonali , ematochimici con controllo di oligoelementi (ferro , rame , zinco ,etc) , e nella donna anche ecografie ovariche.

Questa grande messe di dati sarà quindi elaborata per arrivare ad una diagnosi precisa.

La fase successiva è la terapia.

E attualmente vi sono farmaci molto attivi, anche se il dermotricologo ricorre spesso alla formulazione galenica, insostituibile arma nel bagaglio terapeutico di tutti i giorni.

E i risultati andranno monitorati con visite a periodicità di 4-6 mesi.

Buona chioma a tutti :-) !!!!!!