L'aspetto abbronzato, negli ultimi decenni, è stato certamente correlato ad un messaggio di bellezza, benessere, vacanze e gioia di vivere, contrapposta al grigiore ed all'aspetto pallido, che evoca direttamente lunghe e noiose giornate passate in ufficio, dietro una scrivania.

Ma l'esposizione ai raggi UV, solari naturali o da lampade abbronzanti, talvolta non è possibile, o addirittura sconsigliato.

L'incidenza di melanomi, con dati statistici in netto aumento, le patologie con caratteristiche di fotosensibilità o fotomediate e l'invecchiamento cutaneo, cominciano a far breccia nella coscienza della popolazione. Che a malincuore potrebbe rinunciare all'amata tintarella.

Oppure no!??...

Una alternativa da non sottovalutare è rappresentata dai cosiddetti prodotti autoabbronzanti, a base di diidrossiacetone, sostanza derivata da un carboidrato della canna da zucchero. Nelle ultime formulazioni questi prodotti, da applicare omogeneamente sulla pelle,sono in grado di fornire una colorazione degli strati superficiali dell'epidermide (strato corneo) soddisfacente e duratura anche per un paio di giorni.

E senza effetti collaterali, salvo l'accortezza di non inalarli in quantità,o ingerirli, per una loro possibile blanda tossicità.

Consigliate da autorevoli sigle associative dermatologiche, possono avere un ruolo anche importante come camouflage per lesioni acromiche ribelli alle terapie, quali vitiligine, leucodermie di vario genere, risolvendo a volte difficili problemi psicologici sotto l'ombrellone (!).

Purtroppo non proteggono dai raggi UV, in quanto non vi è vera formazione di melanina . E dunque non vi è alcun filtraggio. Eh sì... apparire abbronzati... ma senza esserlo! Beh, se a livello estetico può bastare, sulla spiaggia si rischiano comunque dolorose scottature.

E qui vengono in soccorso utili idee di alcune case farmaceutiche: l'antisolare, con i suoi filtri chimici, che incorpora pure il diidrossiacetone, per donare la tintarella durante i primi giorni di mare, mentre ancora i melanociti non hanno fatto il loro dovere.

Ehhh...Diavoli di ricercatori!!!...