Nel corso degli anni mi sono convinto che la presentazione di casi clinici e di immagini, abbia sui pazienti un impatto maggiore rispetto a fiumi di parole e definizioni.

Presento quindi il caso di un paziente ottuagenario , esposto professionalmente alla radiazione solare per molte ore al giorno.

 

Soggetto sfortunato, in quanto calvo fin dai 20-25 anni, e di fototipo chiaro. E per di più non amante dei cappelli, nè tantomeno delle creme solari protettive!

Quando arriva alla osservazione in ambulatorio, spinto dai parenti, presenta un quadro di particolare impegno, in quanto vasta area del cuoio capelluto è ricoperta di cheratosi attiniche, o solari.  Una osservazione più approfondita, con biopsia ed esame istologico in alcuni punti, dimostrerà l'insorgenza di epiteliomi (basocellulari nel nostro caso), che vengono eliminati.

Ma il quadro rimane impegnativo, per la grave difficoltà di bonifica. Inoltre lesioni di minore estensione sono presenti al viso ed al corpo.

Il paziente viene quindi monitorato con visite seriate, e trattato con vari accorgimenti (crioterapia, laserterapia, chirurgia classica).

L'esposizione solare non è priva di rischi. Oltre a quelli immediati (ustioni, dermatiti) ve ne sono di tardivi (invecchiamento, oncogenesi).

Tutto questo dovrebbe spingerci ad una condotta più responsabile quando decidiamo o dobbiamo esporci al sole per lunghi periodi, specialmente se il nostro fototipo non è proprio... mediterraneo!

Mezzi di copertura fisici  (magliette , cappelli), creme adeguate (inutile spacciare per adeguata la protezione 5!!!!) e abitudini di vita se possibile consapevoli.

Belli a 20 anni e "distrutti" a 60.... non è intelligente!