proteggere la pelle in spiaggiaAbbiamo già parlato del problema rappresentato dalle meduse. Continuiamo adesso nella nostra esplorazione della Dermatologia turistica e delle  ulteriori accortezze che deve avere il bagnante.

Molto frequenti sono  le dermatite irritative, dovute al contatto con sabbia, scogli, tessuti di materassini o canotti, etc. nonche' le infezioni    batteriche o micotiche, dovute anche al clima caldo umido. E' importante riconoscere il problema subito, rivolgendosi al medico  quando la manifestazioni tenda a perdurare più di 2-3 giorni

E' opportuno, specialmente per le persone con basso fototipo, cioè con carnagione più chiare, provvedere ad una valida fotoprotezione, in particolar  modo nei primi giorni di esposizione, proteggere il capo, evitare il sole diretto nelle ore centrali della giornata, non esporsi se vengono assunti farmaci che possano avere qualche effetto di    interazione con la radiazione ultravioletta. E' utile  sapere anticipatamente se i farmaci assunti sono compatibili con la elioesposizione: basterà informarsi dal proprio medico.
    Sole vietato anche a chi soffre di patologie peggiorate dalla elioesposizione (lupus eritematoso, rosacea, etc.).

Attenzione anche alla interazione con le piante; infatti il contatto con alcune di loro può provocare importanti dermatiti .Sembra strano ma ancora    vengono visitate persone con ustioni da olio di bergamotto o latte di fico, tipicamente aggravati da possibili esiti pigmentari, cioè macchie. La ricerca della abbronzatura porta a scorciatoie    che non sempre vengono perdonate!

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