Buffo il destino dei peli: amati in alcuni punti (es. cuoio capelluto) e odiati in altri (es. gambe, spalle, etc).

Ma qual'è lo stato dell'arte?

Tra i metodi utilizzati per la rimozione dei peli si distingue l’epilazione dalla depilazione: nella prima si attua la rimozione del pelo con il bulbo, mentre nella seconda la rimozione del pelo avviene allo sbocco sulla superficie cutanea.

Metodi depilatori:

  • Ceretta a caldo o a freddo (strappo meccanico eseguito con cere applicate sulle zone pelose)
  • Diatermocoagulazione (utilizza corrente portata al follicolo tramite aghi)
  • Laser (fototermolisi selettiva tramite fascio elettromagnetico)                  
  • Apparecchi depilatori elettrici (spirali rotanti che intrappolano e strappano il pelo)
  • Strappo con pinzetta (meccanico)
  • Rasatura (taglio meccanico del pelo alla sua insorgenza tramite lame)
  • Creme depilatorie (sostanze chimiche che idrolizzano la cheratina, indebolendo il pelo)

Un accenno anche ad un nuovo preparato topico a base di eflornitina, con attività di inibitore enzimatico, specifico per la peluria del viso.

Il metodo ideale dovrebbe risolvere i problemi più lamentati, cioè ricrescita, dolore durante la metodica, fenomeni infiammatori cutanei successivi, peli “incarniti”.

Il metodo più innovativo attualmente sembra essere l’epilazione laser, che ha il pregio di considerarsi definitiva, o per lo meno a lungo termine.

Molto utilizzati sono i laser Nd Yag, Alessandrite, diodi, ma anche a luce pulsata.

Questi agiscono per fototermolisi selettiva, ottenendo un danneggiamento del follicolo attraverso l’assorbimento della luce da parte del cromoforo “target” (melanina). Il metodo, che è più efficace sui peli scuri, distrugge le radici in anagen (crescita) e va ripetuto (3-6 volte a cadenza mensile) per raggiungere un’eliminazione completa.