Tutti sappiamo istintivamente definire che cos' è l'Età, e di conseguenza che cos'è l'invecchiamento... ma esiste una sola Età?

Esiste sicuramente una "Età cronologica".
E' quella dettata dal calendario, che sancisce lo scorrere dei giorni, mesi, anni. E' quella riportata sulla nostra carta d'identità, passaporto, patente.

Esiste anche una "Età biologica", dovuta alle influenze ambientali, allo stato di -buona- conservazione degli organi, alle caratteristiche genetiche della persona. E' quella che permette di attribuire 30 anni alla 40enne, o al contrario di attribuire 70 anni allo sfortunato 50 enne, sulla base dell'aspetto della cute, della sua postura, della sua tonicità muscolare.

Di sicuro esiste anche una "Età psicologica", che mette in relazione la propria immagine soggettiva con il mondo esterno. E allora potremo dire: vecchio o giovane... di testa!

Se dunque l'invecchiamento è un fenomeno involutivo di impoverimento o deterioramento di funzioni rispetto l'ambiente, possiamo capire come ci siano vari invecchiamenti.

 

Cronologico, biologico, psicologico.

Ma intrinsecamente legati fra di loro, in un equilibrio dinamico. Si potrebbe pensare che l'Invecchiamento non sia più quell'orologio inesorabile, che ci trascina inesorabile, ma che in qualche modo sia plastico.

E così la vita media è stata stimata dal DHHS statunitense come prossima agli 85 anni per le donne e 80 anni per gli uomini, come media generale, mentre si pensa che accorgimenti antiaging  come regole di vita sane, alimentazione, prevenzione, ricerca biologica, etc. possano nell'immediato futuro allungare la vita di altri 10 anni. 

In questa ottica la ricerca su fattori e parametri implicati nel "aging" è molto attiva.

Magari il mondo di domani sarà popolato di centenari in salute e con buone performance cerebrali, grazie a tecniche che implementino la plasticità neuronale.