E' una situazione della quale noi venereologi (esperti di malattie sessualmente trasmissibili) ci imbattiamo sovente.

Una coppia di parterns, omo o eterosessuale, che si presenta assieme in una visita specialistica e che presenta, in uno solo dei due soggetti, una o più malattie sessuali.

La situazione che può apparire - ai non addetti ai lavori - scabrosa e irta di ostacoli, in realtà può detenere un management piuttosto agevole dal punto di vista tecnico e relazionale.

Anticipando obbligatoraimente ai pazienti che i sottoscritti sono Medici e non "consulenti coniugali" diamo sempre per scontato che laddove si presenti una coppia chiusa con questo tipo di problema, si debbano analizzare per bene all'interno della raccolta anamnestica una serie di domande che - per essere addotte - debbono preventivamente avere il consenso di entrambi gli interessati.

Il più delle volte è proprio la coppia stessa a favorire il lavoro del Medico Venereologo, per alcuni motivi fondanti:

Il genere, quando una coppia di partners arriva innanzi ad un medico specialista in malattie sessuali, lo fa perchè si conosce bene e si fida l'uno/a dell'altro/a; dopo aver avuto un sospetto di malattia, richiede pertanto al proprio specialista di fiducia, una guida verso una corretta diagnosi e una corretta terapia che salvagurdi entrambi.

Inoltre, può accadere che si sia innanzi ad una coppia con una storia relazionale relativamente breve e da qui, la necessità di chiarire se si sia contratta una malattia sessuale, in una precedente situazione.

Stabiliti questi criteri, si passa all'esame clinico del paziente, durante il quale si ottiene la conferma o l'esclusione di taluna malattia sessualmente trasmissibile, salvo la necessità di approfondimenti diangostici di tipo strumentale/sierologico.

Una volta appurata una malattia sessualmente trasmissibile, ed a prescindere dalla terapia, le cose che i pazienti chiedono allo specialista sono essenzialmente due:

1. La MST diagnosticata può essere stata presente allo stato "latente" in un soggetto per diverso tempo ed essersi presentata tardivamente allo stato clinico?

2. Per quale motivo tale MST non è stata trasmessa all'altro partner?

Le risposte sono le seguenti:

1. La prima domanda può essere accolta solamente per talune MST in grado di manifestarsi a distanza  di diverso tempo ed a seguito di cali di difese immunologiche sistemiche o cutanee anche  temporanee: Alcuni esempi a credito di questa affermazione risiedono in un herpes genitalis, o in una condilomatosi genitale, possibili anche per utilizzo di farmaci immunosoppressori topici o sistemici. Orbene con questo non si asserisce che un Herpes genitalis e una condilomatosi non siano sessualmente trasmissibili in una breve latenza di tempo, ma che le stesse possano ANCHE svilupparsi autonomamente in un paziente, a seguito di alcune condizioni predisponenti ed in seguito, divenire trasmissibili a terzi.

Al contrario, alcune altre patologie sessualmente trasmissibili non rispondono a questi criteri di "latenza" e si manifestano dopo una trasmissione squisitamente sessuale e dopo brevi o brevissimi periodi di incubazione: parliamo di Sifilide, di Gonorrea, di Molluschi contagiosi, di Ulceera Venerea Molle, in primis.

2. La seconda domanda ha una risposta ancora più chiara:

a) è possibile che il sistema immunitario dell'altro partner o alcune condizioni ambientali, non abbiano permesso la trasmissione della malattia 

b) è possibile che la malattia sessualmente trasmissibile non si sia ancora evidenziata

 

Con la speranza di aver fatto un pò di luce su questa non infrequente condizione.