Il Genio di Sorrentino e la plasticità elegante e complessa di Servillo, hanno regalato a chi sente propri questi sentimenti, una piacevole sensazione di smarrimento e soggezione, malinconia e  senso del presente nell'immutabilità del trascorso.

Gep Gambardella  non cerca più nulla, eppure qualcosa lo circonda silenziosamente e, costantemente, lo invita o lo invoglia a non smettere di camminare, fiero e imbarazzato, sicuro e sconsolato, lungo una strada. Quella che Egli non ha forse voluto, ma non può o non vuole rinunciare a terminare.

Quel qualcosa è la Grande Bellezza. Forse la Città eterna? Vista, assaggiata e vissuta da lati e sfaccettature prismatiche che nemmeno un romano di nascita potrebbe immaginare così complete, nella loro luce fioca e celeste.

O forse, è tutto un trucco e la Grande Bellezza è un amore acerbo, incompiuto e tremante, unico ed irripetibile perché mai affievolito e, incastonato per sempre, in fondo agli occhi blu oltremare di un soffitto vuoto?

O più perdutamente, è il riflesso di quell'amore negli occhi di una donna, solo apparentemente vissuta, ma in verità, acerba e pura?

Non lo sapremo e non lo vogliamo forse sapere. 

La mia semplice riflessione, che dedico con lusinga e ammirazione a chi ha scritto, composto, ripreso e interpretato questo capolavoro, prende spunto da un assioma, da una legge mai scritta, da un tema fermo ma impalpabile. La Grande Bellezza.

Nella mia Professione spesso mi si chiede di raggiungere un risultato bello, un qualcosa di più piacevole. Raramente ma non eccezionalmente qualcuno mi chiede di rappresentare con un atto medico dermoestetico, in qualche modo possibile; la Grande Bellezza.

Ammetto, che ad oggi il risultato estetico può essere raggiungibile: ma per quale scopo?

La possibilità di migliorare e rendere più piacevole ed accettabile a noi stessi il nostro corpo, il nostro volto, i nostri capelli, esiste. Lo abbiamo spiegato tante volte anche in questo spazio personale (senza che nessuno ci intervistasse..) ma il messaggio che vorrei passasse è - stavolta - uno e unico:

La Grande Bellezza esiste. Ma è dentro di noi. Se qualcuno la considerasse persa per sempre, allora la riprenda, perché è - anche - attorno a noi.

il dermatologo estetico, può, soltanto contribuire - in ossequio al concetto di Salute - che ad oggi non è più assenza di malattia, ma pieno benessere psico-fisico della persona - con piccoli ed avanzati mezzi (che mai debbono alterare o traviare un volto, un'espressione, un sorriso) a rendere più facile una ricerca di qualcosa che si teme (e sottolineo si teme) di perdere o di aver perso. La voglia di sentirsi parte di una Grande Bellezza, che invece - anche se sembra a volte invisibile - spinge con la sua forza eterna e acerba, accecante e silenziosa. Dentro e fuori da noi.

 

Ps

Grazie a chi ha prodotto, interpretato, ripreso e reso in ogni modo possibile un film quale "La Grande Bellezza" che personalmente non dimenticherò; grazie da un semplice spettatore, per aver onorato con un premio così prestigioso, il nostro Paese, soprattutto in un momento così difficile.