Le cause di prurito sono veramente molte, tanto da definire questo fastidioso sintomo un vero e proprio "vaso di Pandora": un cenno d'obbligo va però fatto su una delle cause più comuni e spesso meno "accreditata" come il prurito da stress psicologico.

Se volessimo dare una definizione a questo complesso sintomo basterebbe affermare che:

il prurito è l'incoercibile necessità di grattarsi.

Questo sintomo, avvertito sulla cute, viene mediato da diverse sostanze (sia esse presenti nella cute che nel torrente circolatorio, sia ancora nel SNC) che agiscono per motivi endogeni ed esogeni.

Il prurito da stress arriva, quando in assenza di altre cause fisiopatologiche, il soggetto interessato inizia a grattarsi, in particolari momenti o in particolari zone del corpo, a seguito di uno stimolo di natura psico-indotta; ciò accade a causa della liberazione di particolari sostanze secrete dal sistema nervoso centrale - i neuromediatori delle stress appunto (se ne conoscono ormai diversi, dall'acetilcolina, alla somatostatina, al CRH, al VIP etc.) i quali vengono liberati e giungono fin sulla cute per promuovere direttamente od indirettamente il sintomo del prurito.

Spesso il prurito da stress è localizzato in una precisa area, in altre situazioni esso può diffondersi agli arti superiori e/o inferiori, ancora possiamo osservarlo diffuso a tutto il corpo.

Le lesioni della pelle che reagisce al grattamento metodico mediato da questa particolare condizione sono tipiche: dalla neurodermite alla prurigo nodularis: tutte lesioni che consentono al dermatologo di comporre diagnosi.

Spesso il paziente dichiara un forte periodo di stress psicologico o disagio psichico, altre volte è più ardua la composizione del quadro clinico.

In questi casi - ove sono escluse le cause funzionali ed è certa la diagnosi - possono essere d'ausilio particolari terapie topiche e sistemiche; in altre condizioni, il dermatologo può avvalersi del supporto dello psicoterapeuta.