E' una domanda ed un cruccio che si fanno in molti.

Tanti sono i pazienti - soprattutto giovani - spesso "pre-occupati" per ciò che potrà accedere alla loro pur fluente chioma nel futuro, a causa di un genitore affetto da calvizie (alopecia androgenetica).

Non solo i maschietti, ma anche le ragazze, spesso si "pre-occupano" di questa situazione a causa della mamma o della nonna con una chioma non più appariscente o poco rappresentata.

La mia risposta è sempre la stessa:

"la Calvizie si chiama in termini medici alopecìa ANDRO-genetica e non alopecìa genetica o - ancor di più alopecia familiare".

Questo significa 2 cose:

  • la genetica non equivale alla familiarità, ovvero un pattern cromosomico in cui sono presenti i geni della calvizie potrebbe non essere presente a livello fenotipico, ovvero non potrebbe rappresentarsi fisicamente in un soggetto; pertanto la loro presenza potrebbe "saltare" generazioni per essere manifestata nuovamente
  • il suffisso ANDRO- sta inoltre a significare che pur in presenza di geni fenotipici per la calvizie essa potrebbe non manifestarsi per una serie di correlazioni di tipo ormono-recettoriale.

Bellissimo il caso che ho potuto verificare qualche giorno fa, relativo a due gemelli omozigoti (identici per somiglianza e per corredo genetico), dei quali uno completamente calvo e l'altro pieno di capelli!

Ovviamente chi ha familiarità per l'alopecìa androgenetica ha sicuramente un rischio maggiore di sviluppare la calvizie ma non per forza dovrà svilupparla in futuro e non per forza con la stessa intensità.

Ad ogni modo ad oggi, anche chi - uomo o donna - risulta affetto da calvizie dopo la diagnosi dermatologica e preferibilmente tricoscopica, deve sapere di poter contare su terapie mediche efficaci che possono non solo contrastare la progressione di questa condizione, ma anche, contribuire in modo significativo ad un rinfoltimento non chirurgico dei capelli.

 

Approfondimenti: