Ai giorni nostri il medico specialista in Dermatologia, esperto di Tricologia, nell'affrontare la calvizie androgenetica , sia maschile che femminile, propone sempre di più la preparazioni galeniche in lozione, comprendenti principi attivi ad azione ormonale.

Alla base vi è una maggiore comprensione dei fenomeni biochimici ed endocrinologici alla base della patologia. Ed ecco quindi, accanto al classico minoxidil topico l'utilizzo di progestinici, estrogeni, spironolattone , cortisonici ed altri ancora, spesso uniti a sostanze ad azione sinergica ed adiuvante. 
Ovviamente il razionale dei farmaci presenti nella lozione è che sono attivi come antiandrogeni (il ciproterone acetato lo è per definizione!) ma hanno varie funzioni.

Volendo entare nel dettaglio ricordo che il progesterone naturale, ma anche i 17 alfa idrossilati, inibiscono parzialmente la attività della 5 alfa reduttasi per competizione con il testosterone (buon inibitore sia dell'isoenzima 1 che 2). Nel circolo passano quantità veramente trascurabili, quasi nulla (cfr.Mauvais-jarvis), essendo metabolizzato nella cute a metaboliti inattivi. Alla fine l'obiettivo è l'anagen, che si fortifica e si allunga, rendendo conto della efficacia della terapia, e senza effetti collaterali se si escludono quelli dovuti all'eccipiente idroalcolico in cui spesso sarà stato messo.

Bisogna tener presente che l'alopecia o calvizie andro-genetica così si chiama perchè prevede la sommatoria, come "pilastri" principali, di un elemento genetico (la sensibilità del recettore nei follicoli piliferi) ad un elemento ormonale (legato ad alcuni ormoni androgeni, maschili). Purtroppo sulla genetica non si può intervenire (i genitori non si modificano), ma sul versante "andro"... si!

Un preparato valido, che può contenere estrogeni e progestinico (in genere estrone o alfa estradiolo, ciproterone acetato, progesterone naturale), prevede che quegli ormoni, in esso contenuti, vengano metabolizzati quasi completamente a livello cutaneo, agendo in maniera attiva solo sul follicolo. Con ampie rassicurazioni inoltre che non sono possibili danni, a livello locale, dovuti ad accumulo di questi ormoni. Ma neppure sistemici, nonostante molti medici non cultori della materia non conoscano questi concetti.

Studi importanti di farmacocinetica e farmacodinamica hanno dimostrato che dopo applicazione epicutanea circa il 10% di progesterone supera la barriera cutanea e viene metabolizzato in tempi abbastanza brevi a derivati inattivi. Allo stesso modo studi su volontari, trattati con analoghi galenici, ed anche a concentrazioni più alte hanno mostrato concentrazioni nel sangue invariate rispetto ai valori basali. Stessa cosa per alfa estradiolo, forma isomerica non attiva del beta estradiolo (attivo a livello sessuale).

In teoria si potrebbero dosare gli stessi ormoni nel sangue ma non certo di routine, perchè si dovrebbe determinare prima i valori basali, poi dosare dopo somministrazioni ad intervalli regolari, prevedendo scostamenti statistici.
È inutile perchè studi molto controllati su gran numero di volontari sono già stati fatti e confermano l'innocuità pressochè totale, ad eccezione come già dicevo di eventuali irritazioni locali, legate all'eccipiente.

Dott.G.Griselli

Ferrara