perdita capelli

 

È un dato ben conosciuto quello che lega salute del capello e alimentazione. A volte enfatizzato, specialmente per quel che riguarda la nostra società, ma certamente molto importante.

Diete particolarmente squilibrate sono spesso correlate a effluvi e defluvi, e carenze di oligoelementi e vitaminici sono spesso evidenziati nelle relative indagini diagnostiche ematologiche.

Ma valutiamo le ricerche scientifiche in merito.

Gli studi di Bradfield hanno dimostrato alterazioni (reversibili) a carico di diametro, pigmentazione e resistenza dei capelli, sia a carico del bulbo che delle altre strutture, già dopo 14 giorni di una dieta scarsamente proteica.

D'altronde è noto che la carenza proteica acuta (Kwashiorkor) è in grado di ridurre la percentuale di capelli in anagen fino al 26 % (dal normale 80-83%) con grave diminuizione dei diametri,diminuizione della velocità di crescita, ed altre alterazioni nella morfologia del fusto.

Nella carenza proteica cronica (Marasma) l'organismo, nel tentativo di adottare soluzioni compensatorie per la sua interezza, prevede danni ai capelli ancora maggiori.

Nei casi più gravi non più dell'1 % dei capelli risulta in anagen, vi sono gravi alterazioni anatomiche e la crescita è grandemente rallentata. L'annesso diventa debolissimo e incapace di resistere anche a piccole trazioni.

Studi correlati dimostrano inoltre che oltre alle proteine sono necessari molti altri principi, che andranno ricercati nella indagine dermotricologica.

Chiaramente nella nostra società sarà difficile vedere questi quadri gravi e conclamati, ma di sicuro perdite modeste ma evidenti, non spiegabili a prima vista, potrebbero essere collegate o a diete particolari o a malassorbimenti.

Da qui la importanza di una prolungata anamnesi.