Uno studio condotto in Australia su circa 5000 persone, pubblicato recentemente sulla rivista Diabetes Care (Gagnon C et al. 2011;34:1133-1138), ha dimostrato che i soggetti con carenza di vitamina D hanno un rischio maggiore del 57% di sviluppare il diabete tipo 2 entro 5 anni rispetto a coloro con valori ematici di vitamina D entro i limiti di norma.

La vitamina D è in gran parte sintetizzata dall’organismo umano a livello della cute in risposta all’esposizione ai raggi solari. E’ contenuta anche in alcuni alimenti come le uova, il salmone o il merluzzo, e ne viene raccomandata un’assunzione di almeno 600 UI al giorno per mantenere i livelli entro il range consigliato.

Oltre alla sua azione sul metabolismo osseo, una possibile relazione con il metabolismo glicidico, e in particolar modo con la produzione di insulina da parte del pancreas, è stata suggerita ultimamente da alcune ricerche sperimentali.

Il presente studio rappresenta il più autorevole pubblicato sino ad ora sull’argomento, per numero di soggetti coinvolti e periodo di osservazione, e fornisce lo spunto per verificare i possibili effetti benefici dell’assunzione di dosi adeguate di vitamina D sulla prevenzione del diabete.

Riferimento: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21430082