Ottiene il primo via libera dal Consiglio Superiore di Sanità la cosiddetta

"pillola dei 5 giorni dopo"

Questo farmaco in sostanza è in grado di inibire entro i 5 giorni successivi ad un rapporto sessuale non protetto, una gravidanza.

Tale farmaco può essere assunto solo se la donna non è già in stato interessante.

Confusione? Problemi Etici?

Lo scopo di questa news è quindi quello di fare un piccolo assunto e un poco di chiarezza su quello che significhi questo farmaco:

L'Ulipristal (la moleca in oggetto) è in grado di inibire l'ovulazione, impedendo che i gameti si incontrino ed avvenga la fecondazione, a patto che questa non sia già avvenuta.

In questo modo, quindi, non si parlerebbe di aborto, ma di un farmaco contraccettivo di emergenza.

Tant'è che le disposizioni legislative (si attende comunque il via libera dell'Agenzia del Farmaco) sono chiarissime:

La dispensazione del farmaco in oggetto si può ottenere SOLO dietro presentazione di un test di gravidanza inequivocabile (Beta HCG).

Tale farmaco quindi in questo modo sarebbe in linea con la Legge 194.
 

Tutto questo, dal nostro punto di vista Venereologico - Malattie Sessualmente Trasmissibili, evoca un punto focale:

"Non abbassare MAI la guardia di fronte alla contraccezione attiva, poichè le Malattie Sessualmente Trasmissibili, anche gravi, godrebbero di sicuri benefici, causati da un dispositivo anticoncezionale ancor più potente e dall'idea di potervi accedere senza troppi problemi."

 
 
Fonti: http://www.galileonet.it/articles/4df9d76272b7ab154d000048