Era già noto che il consumo di caffè fosse associato alla riduzione del rischio di progressione dell'epatite cronica C (Hepatology 2009; 50: 1360-1369) e alla riduzione del rischio di cancro del fegato (Gastroenterology 2007; 132-5: 1740-1745).

In un articolo appena pubblicato (Gastroenterology 2011; 140-7: 1961-1969), uno studio condotto su 885 pazienti evidenzia che il consumo di più di tre tazze di caffè al dì è associato a una miglior risposta terapeutica (scomparsa di RNA virale) nei pazienti con malattia epatica cronica sottoposti a terapia con peginterferone + ribavirina.

Poiché il gruppo di pazienti su cui è stata condotta l'osservazione aveva un grado elevato di fibrosi epatica e precedenti tentativi di terapia antivirale non avevano avuto successo, gli autori auspicano ulteriori studi per valutare se l'assunzione di caffè possa  determinare benefici analoghi in pazienti sottoposti ad altre terapie antivirali o in condizioni cliniche migliori.