Si parla poco del tumore dello stomaco eppure è responsabile di oltre 8 mila decessi all’anno e (dopo quello del polmone, seno e colon) rappresenta la quarta causa di morte per tumore nel nostro paese. Si parla molto di prevenzione al colon, ma le persone hanno scarsa conoscenza sulla malattia tumorale dello stomaco e sulle possibilità di prevenzione e di cura precoce. Sta di fatto che quando si arriva dal chirurgo solo nel 30%  dei casi si può realmente effettuare un intervento curativo. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM ) da qualche anno sta puntando il dito contro tale malattia sensibilizzando il pubblico su come prevenirla e curarla.

La prevenzione non è semplice in quanto i disturbi, nella fase iniziale, sono a volte di minima intensità  e possono essere simili a quelli di una semplice gastrite o cattiva digestione. Ovviamente se il disturbo non passa e sono stati superati i 45-50 anni è bene ricorrere alla gastroscopia. Ci sono comunque situazioni a rischio come la familiarità, le ulcere, i polipi, la gastrite cronica atrofica, l’infezione da Helicobacter Pylori e, soprattutto, uno stile di vita errato con un’alimentazione incongrua.

 

E’ proprio l’alimentazione che può fare la differenza. Sotto accusa, oltre all’alcol e al fumo, è il forte consumo di carni rosse, specie se cotte alla brace, cibi affumicati e/o conservati. Attenzione, in particolar modo, alla parte bruciata della carne che contiene pericolosissimi idrocarburi che favoriscono lo sviluppo delle cellule “anomale” nella mucosa gastrica. Eliminare, quindi, queste parti bruciate e molta moderazione nelle grigliate. Va invece favorita la “dieta mediterranea” con molta frutta e verdura, che rappresentano importanti fattori protettivi.

Il ruolo chiave dell’alimentazione è provato dalla forte caratterizzazione regionale tipica del nostro Paese, che vede in testa regioni a forte consumo di carni rosse e insaccati: il primato va all’Umbria, con 28 casi su 100.000 abitanti negli uomini e 13 nelle donne, seguita da Marche, Emilia-Romagna e Lombardia. Nelle Isole, patria della dieta mediterranea, l’incidenza è esattamente della metà (il record va alla Sardegna con, rispettivamente 11 e 5 casi su 100.000). “Si parla di un vero e proprio “triangolo maledetto”, che ha i suoi vertici a Perugia, Pesaro e bassa Romagna.

Quindi, corretta alimentazione, conoscenza delle condizioni precancerose e dei metodi di diagnosi precoce, come la GASTROSCOPIA, che oggi può essere eseguita con metodo "indolore": http://www.medicitalia.it/felice.cosentino/news/495/La-gastroscopia-indolore.

L’attuale moderna tecnologia endoscopica, inoltre,   non solo ci consente di diagnosticare precocemente il tumore, ma anche di asportarlo interamente quando interessa gli strati superficiali della mucosa (Early Gastric Cancer).

 

Per saperne di più sulla prevenzione e sul trattamento endoscopico del tumore iniziale dello stomaco si rinvia all’articolo Minforma:

Tumore dello stomaco: prevenzione e diagnosi precoce