Una recente revisione della letteratura ad opera di autori australiani ha messo a fuoco il rapporto tra malattia da reflusso gastroesofageo e la comparsa di erosioni dentali.

L’analisi ha concluso che esiste una associazione significativa tra le due condizioni sia nell’adulto sia nel paziente pediatrico, associazione purtroppo poco nota anche ai medici che, in un’ indagine hanno detto di esserne a conoscenza solo nel 42.5 dei casi per quanto riguarda gli adulti e nel 12.5 %  nel bambino.

La produzione di saliva svolge un ruolo determinante nella protezione dei denti  della mucosa orale ed esofagea e molti farmaci, inclusi gli inibitori di pompa protonica proprio utilizzati per la terapia del reflusso, la rallentano causando iposalivazione. Se a questo si aggiunge un inadeguato controllo dell’ acidità, il danno è presto fatto.

Oltre alle erosioni dentali, altre manifestazioni orali attribuibili al reflusso sono la cosiddetta disgeusia, ovvero difficoltà a riconoscere i sapori, la sensazione di bruciore in gola e lo stimolo a iperprodurre saliva come meccanismo riflesso.

Le lesioni della mucosa orale da contatto diretto con l’ acido poi sono meno frequenti e possono interessare la mucosa del palato, del cavo orale e dell’ uvula.

Infine il bruxismo può essere associato a reflusso anche se qui le evidenze sono meno chiare.

E’ auspicabile quindi una maggior consapevolezza da parte dei medici ed una collaborazione tra gastroenterologi ed odontoiatri per affrontare il problema   nel suo complesso ed evitare l’ instaurarsi di lesioni gravi ed irreversibili.