Può succedere? Certamente, ed anche con una certa frequenza. 

In Italia non abbiamo dati certi, ma negli USA ogni anno muoiono circa 1500 persone per ingestione di corpi estranei e al secondo posto ci sono proprio gli oggetti di origine dentaria, ossia protesi e ponti dentari. I casi di ingestione, ossia del passaggio del corpo estraneo nel canale alimentare, sono più frequenti rispetto all’inalazione nelle vie respiratorie, e questo grazie al riflesso della tosse. 

L’ingestione o l’inalazione è sempre involontaria e la categoria più a rischio è quella dei bambini sotto i 15 anni, con apparecchi ortodontici mobili, soprattutto se disabili, mentre fra gli adulti troviamo frequentemente alcolisti, pazienti con disturbi neurologici o mentali o soggetti che fanno uso di sedativi e psicofarmaci.

La sintomatologia può essere a volte del tutto assente come nel caso dell'ingestione del ponte dentario che usualmente viene espulso con le feci e che solo raramente si può bloccare a livello della valvola ileo-ciecale (ed in tal caso l’endoscopia è risolutiva).

   

Ponte dentario bloccato a livello della valvola ileo-ciecale e rimosso mediante
colonscopia e ansa da polipectomia (osservazione personale).

La sintomatologia, invece, può essere importante e costituire una vera urgenza medica quando il corpo estraneo arriva nell’albero respiratorio o si blocca in esofago o al passaggio faringo-esofageo. In questi casi i sintomi sono realmente importanti e variegati in base anche alla sede d’impatto del corpo estraneo: tosse, disfagia, dolore al collo, ipersalivazione, difficoltà a deglutire, rigurgito di cibo indigerito, ecc.

La diagnosi non è sempre agevole in quanto a  volte si tratta di oggetti non radio-opachi, come quelli provvisori in resina. Il paziente, in caso di dubbio e/o di certezza d’ingestione del corpo estraneo, deve essere inviato immediatamente in Ospedale perché la diagnosi deve essere immediata utilizzando le varie procedure: laringoscopia, esofagoscopia, radiografia senza mezzo di contrasto, TAC, ecc.

          

Bisogna accertare la presenza e la sede del protesi dentaria in quanto i rischi di una diagnosi errata o di un intervento tardivo di rimozione del corpo estraneo possono essere gravi (infezione; ascesso retrofaringeo; perforazione dell’esofago, del pericardio, dell’aorta,; mediastinite) fino al decesso del paziente. La terapia deve essere tempestiva per evitare le gravi complicanze. Se possibile, il primo approccio deve essere possibilmente endoscopico, per passare poi, in caso di fallimento di tale procedura, al trattamento risolutivo chirurgico. Se la protesi ha già superato il piloro ci può essere un atteggiamento di attesa valutando radiologicamente la progressione. In alcuni casi si può assistere all’espulsione dal retto, “senza danni” (Mumoli, 2009).

  

  

Ponte dentario bloccato nel bronco lobare inferiore destro in donna di 99 anni. Rimozione, in sedazione assistita, con gastroscopio sottile (Fuji 5.9 mm) per via nasale e con ansa da polipectomia, (osservazione personale).

 

    

Protesi bloccata al passaggio faringo-esofageo in paziente di 85 anni. Rimozione, in sedazione assistita, con endoscopio standard e ansa da polipectomia (osservazione personale).

 

Bibliografia

  • Prolonged Impacted denture in the Esophagus: Gulzar Ahmad Dar e Coll., Bull Emerg Trauma 2015;3(1):32-35.
  • The Swallowed Dentures, Irfan Mohamad e coll., e-Journal of Dentistry, 2014 (4): 621-623
  • Accidental Ingestion of fixed partial denture, Sulabha AN & Choudhari, J Med Sci, 2013 (4):384-385
  • A swallowed denture, N Mumoli e Coll., Lancet 2009 May 30;373(9678):1890

 

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