Mi preme aggiungere un mia replica personale sulla prossima introduzione di un test sierologico per la valutazione dell'invecchiamento cellulare causata dai "Telomeri"

Credo che questa novità non vada guardata con estremo sospetto ma con una grande apertura scientifica.

 

Debbo subito dirimere 2 aspetti:

 1. non serve a nulla in mano ad un paziente (pertanto dovrebbe essere disposto solo in ambiti specialistici)

 2. potrebbe servire (e tanto) in ambito specialistico e in quello della ricerca

 

Dico la mia sul secondo punto:

i Telomeri costituiscono la "codina" dei nostri cromosomi; essi non codificano per alcuna replicazione proteica, ma di fatto riportano i doppioni del nostro DNA.

In pratica, ad ogni errore di replicazione dello stesso DNA, essi supportano la corretta "riparazione" ad opera delle telomerasi del prodotto che deve essere trasmesso e quindi replicato in ogni cellula.

Errore dopo errore, questi telomeri si accorciano e quindi la vita della cellula diminuisce; esiste difatti l'assunto che le proteine "spazzine" del nostro DNA (prima fra tutti la p53) riconoscano queste "vecchiette stortignaccole" (proprio così, a causa di particolari ripiegamenti dei telomeri su loro stessi) e le conducano all'ospizio delle cellule..o meglio all'apoptosi (morte programmata cellulare): queste non sono Teorie da codificare, ma dati ASSODATI!

Sappiamo ancora - e vengo al punto - però che ciò che è genetico non basta; ovvero non basta avere il "baco" per avere il buco nella mela..serve anche la mela..

Questa è la teoria del "double-hit" ovvero del doppio colpo: secondo questa teoria - parlando ad esempio di tumori maligni - sarebbe necessario per fare in modo che una cellula "bacata" diventi immortale (neoplasia) che si allineino 2 situazioni sfavorevoli: quella genetica appunto e quella ambientale.

Questo è tanto vero nel Tumore del Polmone, nel Melanoma, nel Tumore dell'Utero e in tutti quei tumori ove la componenete esterna (Fumo di sigaretta, in quello polmonare, HPV ectropion ed infiammazione cronica in quello dell'utero, esposizione alle scottature solari da piccoli nel melanoma) si trovi di fronte ad un permissivismo genetico.

Ovviamente e purtroppo non tutti i tumori (ma ciò vale anche per le patologie cardio-vascolari) hanno bisogno del "doppio colpo" (spesso abbiamo melanomi in zone non fotoesposte, tumori polmonari non correlati al fumo e via dicendo) ma sicuramente sapere se e dove quel tipo di cellule potrebbero essere più fragili, beh, dal mio punto di vista scientifico a me non dispiace.

Il succo della questione risiede nel conoscere prima, quei gruppi di cellule (organi) che possono più di altri essere esposti ai danni o alla malattia; in questo senso potrebbero essere - e di gran lunga amplificati gli sforzi in materia di "prevenzione della Salute".

Dedico questa news, alla persona che più di tutte mi parlò di telomeri e teorie cellulari nel Melanoma (e non solo, essendo stato un mio Maestro): il mio caro e compianto Amico, Prof. Daniele Innocenzi, che forse da lassù... gradirà queste recenti innovazioni.

 

fonti:

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=4039&&cat_1=5&&cat_2=&&tipo=articolo

http://www.italia-news.it/salute-c13/sapere-quanto-tempo-ci-rimane-da-vivere-con-un-test-del-sangue-67325.html